I Testimoni di Geova e le vaccinazioni


Una delle tante obiezioni insidiose che vengono opposte ai testimoni di Geova nel mondo agitato e variegato di Internet è la proibizione delle vaccinazioni. [N.B.: da qui in avanti il grassetto nelle citazioni è nostro]

Ovviamente sarete perplessi e probabilmente vi chiedete se i testimoni di Geova obbiettano alla pratica delle vaccinazioni. Parlando dell’impiego di sieri e vaccini la fonte ufficiale dei testimoni di Geova, la rivista Torre di Guardia del 1° dicembre1974 a pag. 735 dice:

Alcuni possono pensare che l’accettazione di un tale siero non costituisca un atto di mancanza di rispetto verso la santità della vita e verso Dio come Fonte della vita, che non costituisca un vilipendio dell’espressa volontà di Dio in merito all’uso del sangue per alimentare il corpo. D’altra parte, la coscienza di altri può indurli a rifiutare tutti questi sieri. Ciascuno deve rispondere a Dio come suo giudice riguardo alla ragione della sua decisione secondo coscienza. — 1 Cor. 4:4; 2 Cor. 5:10. Confidiamo che questo ripasso dei principi biblici sarà utile e aiuterà a considerare con attenzione la domanda iniziale e le domande attinenti. Pur astenendoci dall’approvare o dal condannare in tali campi in cui crediamo si debba lasciare la decisione alla coscienza individuale, ciò nondimeno esortiamo tutti a cercare di mantenere una coscienza pura dinanzi a Dio, non mostrando mai deliberata mancanza di rispetto verso la sua Parola. — 1 Piet. 3:16; 1 Tim. 1:19.”

Più di recente, nel 1993, la rivista Svegliatevi! del 8/8/1993 pag.25 ha scritto:

“I cristiani hanno grande rispetto per la vita e desiderano sinceramente fare tutto il possibile perché i loro cari godano buona salute. La decisione di far vaccinare la vostra famiglia spetta a voi e alla vostra coscienza. — Galati 6:5′′

Questa è la posizione ufficiale della Watch Tower, che non è di appoggio incondizionato alle vaccinazioni né di condanna. Valutati i pro e i contro, il cristiano decide personalmente cosa fare. Contrariamente a quanto sostengono i nostri critici, se nelle riviste c’è scritto che una certa questione è una decisione personale non significa che è permessa né tanto meno che sia incoraggiata; significa esattamente quello che è scritto: è una decisione PERSONALE.

Un cristiano decide da solo valutando pro, contro e principi biblici. Questo fatto è importante perché ci serve per determinare se nel lontano passato i testimoni di Geova proibissero la vaccinazione e poi, a seguito di ulteriore nuova luce le permettessero.

Diversi siti internet citano vecchie pubblicazioni dei testimoni di Geova da cui sembra evincersi che nel passato fosse in vigore una totale proibizione delle vaccinazioni paragonabile alla legge divina che proibisce la fornicazione o l’errato uso di sangue.( Atti 15:28,29) Noi di Testimoni di Geova Online, in armonia con lo scopo del nostro sito, abbiamo fatto una ricerca attenta su documenti dell’epoca e possiamo affermare che le cose non stanno come affermano i nostri oppositori religiosi.

Vogliamo quindi passare all’esame dell’obiezione posta dai nostri detrattori usando alcuni documenti ufficiali di quel tempo. I critici citano la rivista The Golden Age del 27 aprile 1921 pag. 440 dove un articolo descriveva, senza incoraggiare né scoraggiare, la pratica della vaccinazione. Ma perché quella rivista affrontò tale argomento? Nessun oppositore ha mai risposto ad una domanda simile. Forse il contesto di quell’articolo potrebbe trasmetterci informazioni tali da dipingere il quadro della situazione in maniera leggermente diversa?

L’articolo di quella rivista spiegava le prove del ritorno del Signore. Una convinzione diffusa dell’epoca era che l’invisibile presenza del Signore avrebbe coinciso con un incremento della conoscenza biblica e di tutti gli altri campi dello scibile. Il libro “L’Arpa di Dio” del 1921 a pag. 235 diceva:

“Da quel tempo [gli ultimi giorni] ci fu un grande accrescimento di conoscenza anche in tutte le scienze; e anzi in ogni ramo del sapere”.

Si può dissentire da questo peculiare modo di interpretare i progressi scientifici e tecnologici tipico dell’epoca, ma è evidente che nelle convinzioni condivise dai testimoni di Geova di allora, le scoperte scientifiche e tutti i progressi della medicina erano una prova indiretta dell’adempimento di profezie bibliche. In questo senso la rivista The Golden Age portava all’attenzione dei lettori le novità dal mondo della tecnica, della cultura e della medicina. Questo però non significava che in alcun modo si prendesse posizione a favore o contro una certa scoperta.

Solo contestualizzando le dichiarazioni presenti sulle vecchie pubblicazioni dei testimoni di Geova e dando loro la corretta chiave di lettura possiamo comprendere le ragioni di certi pronunciamenti. Alcuni mesi dopo la stessa rivista The Golden Age (del 12 ottobre 1921) presentava l’argomento vaccinazioni dal punto di vista medico, citando le opinioni di alcuni professori dell’epoca che si opponevano a tale pratica. Anche altre volte comparirono (sempre sulla rivista The Golden Age) articoli in cui la pratica medica della vaccinazione obbligatoria veniva criticata. In più il presidente della Watch Tower Society, un avvocato, dava consigli su come obiettare a questa pratica medica. Quali erano le ragioni di questa posizione? Troviamo la risposta nella rivista The Golden Age del 4 febbraio 1931:

“Non solo l’uomo ha versato illegalmente il sangue del suo simile, ma egli ha preso il corpo della bestia e ha illegalmente contaminato il suo sangue con dei veleni e successivamente ha preso questo sangue e lo ha iniettato direttamente a contatto con il sangue dell’uomo, in nome dei vaccini e delle antitossine. Dal mio punto di vista questa è una violazione della legge di Dio, di una gravità tale che non può esisterne una peggiore....Il sangue dell’uomo è sacro. Esso non può essere contaminato venendo in contatto con il sangue di altre creature, sia superiori che inferiori, o mediante il metodo insidioso dei sieri, oppure usandone come cibo”.

Come si evince da quanto sopra esposto questa obiezione nasceva dal fatto che all’epoca sieri e vaccini venivano fabbricati utilizzando esclusivamente sangue animale. A motivo dell’obiezione biblica sull’uso del sangue (che ancora i testimoni di Geova osservano) nasceva quasi logicamente una obiezione anche all’uso dei sieri. Veniva poi indicata la considerazione che le vaccinazioni consistessero nell’unione illecita tra uomo e animale. Ma attenzione: parliamo di obiezione “accademica” priva di alcun riscontro nella vita di congregazione. In sintesi anche se in alcune riviste dell’epoca la pratica della vaccinazione veniva criticata (a ragione in qualche caso e a torto in qualche altro) nella vita di congregazione non accadeva nulla se qualcuno veniva sottoposto a vaccinazione o accettava di farlo. La prova di quanto sopra è indicata dalle dichiarazioni di A.H.Macmillan nel libro “Fede in marcia“, un libro autobiografico in cui racconta la sua vita e la sua conversione ai testimoni di Geova.

In questo libro Macmillan narra un episodio avvenuto nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Molti giovani testimoni di Geova erano in prigione perché osservavano la neutralità cristiana. (Isaia 2:4) Il governo degli Stati Uniti aveva deciso di far vaccinare obbligatoriamente tutti coloro presenti nelle carceri. I giovani Testimoni mossero delle obiezioni e venne a crearsi una situazione tesa con le autorità. Questo stato di cose perdurò fino alla visita in quel carcere da parte del Macmillan. Leggiamo il resoconto che ne fa lui stesso:

Uno dei problemi più seri che dovetti affrontare, a quanto ricordo, fu quello delle vaccinazioni. Il dipartimento della sanità di Washington aveva ordinato che tutti i detenuti fossero vaccinati. Alcuni dei nostri ragazzi di una prigione in particolare consideravano la pratica della vaccinazione alla stessa stregua delle trasfusioni di sangue, e si rifiutarono di sottomettirvisi. Di conseguenza da Washington giunse l’ordine di collocare in isolamento tutti quelli che si rifiutavano di essere vaccinati. Ma questo provvedimento non modificò il loro atteggiamento. Le autorità carcerarie erano esitanti ad inasprire ulteriormente le punizioni, ma ciò nonostante dovevano ubbidire agli ordini dalla capitale. Ebbene, fu proprio durante questa seria difficoltà che io arrivai in visita. Spettava quindi a me affrontare il problema con i nostri ragazzi.

Chiesi al direttore il permesso di parlare con quelli che rifiutavano di farsi vaccinare. Egli mi disse: “Non è possibile, poiché sono in isolamento su disposizione di Washington e devono rimanervi finché non cambiano idea”. “Bene”, risposi, “allora potranno rimanerci per tutta la vita, perché non sono persone che sono disponibili ad andare contro la loro coscienza. Se, invece, lei adesso mi permette di parlare con tutti loro sarà possibile fare qualcosa, ma se rimangono in isolamento non potrò far niente”.

Il direttore allora telefonò a Washington e riferì loro ciò che io gli avevo detto. Egli chiese loro di consentire a tutti gli uomini di prendere parte alla riunione e di concedergli di poter rimanere riuniti per tutto il tempo che a Macmillan fosse sembrato conveniente.

L’incontro fu estremamente interessante. Per circa mezz’ora consentii loro di esprimere il loro pensiero ed essi parlarono di quanto male facessero le vaccinazioni e così via. Dopo che tutti ebbero preso la parola, io dissi loro: “Stiamo perdendo tempo parlando della pericolosità delle vaccinazioni perché si potrebbe dire anche tutto il contrario di ciò che avete appena esposto. Il punto che adesso noi dobbiamo prendere in considerazione è cosa dobbiamo fare adesso in merito a se farsi vaccinare o meno. Se vogliono vi vaccineranno lo stesso ad ogni costo”. Si alzò allora il capo della resistenza e disse: “Che diresti se fossi tu ad essere in prigione e ad essere costretto a vaccinarti?”. “Io sono stato in prigione”, ricordai loro, “e mi sono semplicemente scoperto il braccio ed ho ricevuto la puntura. Inoltre, tutti noi che visitiamo le filiali straniere o ci facciamo vaccinare o rimaniamo a casa. La vaccinazione non è assolutamente paragonabile alla trasfusione di sangue. Nel vaccino non è fatto alcun uso di sangue. Si tratta di un siero. Così non sarebbe una violazione delle Sacre Scritture che proibiscono di prendere sangue. Voi potete pensare che il vaccino inquinerebbe il torrente sanguigno e che per questo motivo dovreste rifiutarvi di accettarlo. Ricordatevi il racconto di ciò che avvenne a Paolo quando fece naufragio. Egli insieme ad altri raccolse della legna per accendere un fuoco ed improvvisamente una vipera velenosa lo morse ad una mano. Gli abitanti pagani dell’isola pensarono che Paolo fosse un assassino, poiché pur essendo sfuggito alla morte in mare, era stato punito con il morso mortale di una vipera. Comunque, Paolo scosse la vipera dalla sua mano gettandola nel fuoco e non subì alcun danno. Perché non dovremmo noi ora agire come il profeta Geremia quando i principi furono esortati dai sacerdoti a catturarlo e a metterlo a morte? Egli disse: ‘Io sono in mano vostra, fatemi ciò che volete, ma se mi mettete a morte essendo io innocente voi spargete sangue innocente su voi stessi e su questa città, poiché Geova mi ha mandato per dirvi tutte queste parole’. Dopo di che i principi dissero a Geremia che essi non pensavano che egli meritasse di essere messo a morte’. – Ger. 26:14, 15.

La nostra discussione durò circa due ore, e dopo i ragazzi decisero di accettare la vaccinazione. Dichiararono inoltre d’essere disposti a scrivere una lettera di scuse per le difficoltà che avevano causato a motivo della loro precedente posizione.

Erano passate le dieci di sera quando io potei recarmi nell’ufficio del direttore dove insieme a lui era in attesa il medico della prigione. Mi chiesero subito che risultato avessi ottenuto dopo il mio colloquio. Io chiesi loro: “Se i ragazzi accettano di farsi vaccinare, perderanno alcuno dei privilegi dei quali godevano prima?”

Il direttore rispose, “No, sarà tutto dimenticato se essi si comportano come lei ci sta dicendo. A noi piacciono i vostri ragazzi e sappiamo che sono sinceri, e non ci piace l’idea di doverli punire solo perché si rifiutano di fare una cosa che considerano sbagliata”. Anche il dottore si dimostrò d’accordo con lui.

Ma ciò che adesso mi piacerebbe sapere”, continuò il direttore, “è come li ha convinti a farsi vaccinare?”. “Ho semplicemente mostrato loro le loro responsabilità ed ho fatto notare che se fosse accaduto qualche guaio il governo ne sarebbe stato ritenuto responsabile”. “È esattamente ciò che gli abbiamo detto noi, ma non siamo riusciti a convincerli”. “La differenza sta nel fatto che io ho parlato loro con la Bibbia, ed a quel libro i testimoni di Geova obbediscono”. “Sì, comincio a crederlo anch’io”, fu la conclusione del direttore” – pag. 181-184.

Questo racconto non ci interessa soltanto ai fini biografici del Sig. Macmillan. Apre uno squarcio su ciò che era la realtà vissuta e praticata dai testimoni di Geova in quegli anni. Cosa si evince dal racconto? Due cose fondamentali:

1- Le vaccinazioni erano presentate in maniera negativa nelle pubblicazioni Watch Tower e questo certamente influiva sulle decisioni che alcuni prendevano. Anche se questo può, alla luce della mentalità odierna sembrare strano e persino pericoloso, non dobbiamo dimenticare che ci troviamo agli inizi degli anni 40, proprio all’inizio della pratica delle vaccinazioni su larga scala. L’obiezione della Watch Tower a tale pratica medica non deve stupire in quanto molti altri, allora come oggi, sostengono che le vaccinazioni sono dannose. Per fare un esempio leggete cosa dice sulle vaccinazioni un sito di medicina naturale (http://www.naturalmail.it/natural_5.html, sito non più online):

  • Mito della vaccinazione N 1: “I vaccini sono totalmente sicuri.”... o no?

Verità sulla vaccinazione N 1: “La vaccinazione provoca in misura significativa morte e menomazioni ad un costo personale e finanziario sbalorditivo per le famiglie ed i contribuenti.”

  • Mito della vaccinazione N 2: “I vaccini sono molto efficaci.” ... o no?

Verità sulla vaccinazione N 2: “L’evidenza suggerisce che la vaccinazione è un inaffidabile mezzo di prevenzione della malattia.”

  • Mito della vaccinazione N 3: “I vaccini sono la ragione principale del basso tasso di malattie negli USA oggi.” ... o no?

Verità della vaccinazione N 3: “Non è chiaro quale impatto abbiano i vaccini sul declino delle malattie infettive registrato lungo tutto questo secolo.”

  • Mito della Vaccinazione N 4: “La vaccinazione si basa su una fondata teoria e pratica dell’immunizzazione.” ... o no?

Verità sulla vaccinazione N 4: “Molte delle assunzioni su cui si basano la teoria e la pratica dell’immunizzazione si sono rivelate false nella loro applicazione.”

  • Mito della vaccinazione N 5: “Le malattie infantili sono estremamente pericolose.” ... o in realtà no?

Verità sulla vaccinazione N 5: “I pericoli delle malattie infantili vengono molto esagerati al fine di spaventare i genitori e renderli accondiscendenti verso una procedura opinabile ma remunerativa.”

  • Mito della vaccinazione N 6: “Quello contro la polio fu chiaramente uno dei grandi successi nella storia delle vaccinazioni.” ... o non lo fu?

Verità sulla vaccinazione N 6: “I vaccini causarono un sostanziale incremento della polio dopo anni di declino costante, e sono la sola causa di polio negli USA oggi.”

  • Mito della vaccinazione N 7: “Mio figlio non ha avuto reazioni a breve termine alla vaccinazione, quindi non vi è nulla di cui preoccuparsi.” ... o sì?

Verità sulla vaccinazione N 7: “Gli effetti avversi a lungo termine delle vaccinazioni sono stati virtualmente ignorati nonostante le dirette correlazioni con molte condizioni croniche.”

  • Mito della vaccinazione N 8: “I vaccini sono la sola opzione disponibile per la prevenzione della malattia.” ... o no?

Verità sulla vaccinazione N 8: “Sicure, documentate ed efficaci alternative alla vaccinazione sono state disponibili per decenni ma soppresse dall’apparato medico.”

  • Mito della vaccinazione N 9: “Le vaccinazioni sono legalmente obbligatorie, e quindi inevitabili.” ... o no?

Verità sulla vaccinazione N 9: “Molti cittadini statunitensi – ma non tutti – possono ottenere l’esenzione legale.”

  • Mito della vaccinazione N 10: “Gli ufficiali della pubblica sanità mettono sempre al primo posto la salute.” ... o no?

Verità sulla vaccinazione N 10: “Gli ufficiali sanitari compromettono la salute pubblica quando cercano di perpetuare i miti della vaccinazione che non sono supportati dall’evidenza medica.”


(cfr Nexus Ed Italiana n° 15 Allan Phillips)

Se non avessimo indicato il riferimento e detto che si tratta di un sito internet avremmo potuto attribuire queste argomentazioni ai testimoni di Geova negli anni ’30.

Ma leggiamo ancora da un altro sito internet che si occupa di medicina:

I Vaccini sono Sicuri? No!

Il sistema di registrazione degli ef etti collaterali da vaccino (Vaers) della FDA riceve circa 11.000 segnalazioni annuali di reazioni avverse da vaccino, di cui circa l’1% (112) sono morti per ef etti da vaccino. La maggior parte di queste segnalazioni sono fatte da medici e la maggior parte delle morti sono attribuite al vaccino anti pertosse, la “P” in DPT.

Questo dato da solo e’allarmante, ma è solo la punta dell’iceberg. La FDA stima che solo il 10% delle reazioni avverse da vaccino sono riportate, un dato sopportato dagli studi del Centro nazionale per le informazioni sui vaccini (Nvic).

Infatti, il Nvic riporta che “a New York solo 1 medico su 40 (2,5%) conferma che una morte o una malattia sia conseguente alla vaccinazione”, quindi il 97,5% delle morti e delle malattie correlate ai vaccini vengono ignorate.

Mettendo da parte le implicazioni per l’integrità della professionalità medica (i medici sono obbligati per legge a denunciare gli ef etti da vaccino), tutto ciò suggerisce che le morti da vaccino attualmente dovrebbero essere più di 1.000 all’anno.

Con la pertosse, il numero delle morti per vaccino fa apparire piccolo il numero delle morti per malattia, che è intorno alle 10 ogni anno in accordo con il CDC, e 8 nel 1993, l’ultimo picco di incidenza annuale (la pertosse ha cicli di 3-4 anni, ma non la vaccinazione).

Messa giù semplicemente, il vaccino è 100 volte più mortale della malattia. Se non fosse per i molti casi in cui popolazione altamente vaccinate hanno contratto la malattia, e per il fatto che la malattia era già diminuita fortemente prima dell’obbligatorietà del vaccino (le morti per pertosse diminuirono del 79% prima del vaccino), tutto ciò sarebbe sconosciuto, ma ora è dura considerarlo un sacrificio necessario per il bene di una società libera da malattie.

Sfortunatamente la storia delle morti da vaccino non finisce qui.

Studi nazionali e internazionali hanno dimostrato che le vaccinazioni sono una causa della Sids (Sindrome da Morte Infantile Improvvisa), una diagnosi onnicomprensiva per i casi in cui la causa di morti è sconosciuta; si stima una percentuale di 5 su 10.000 casi ogni anno negli Usa).

Uno studio rivela che i picchi di incidenza di Aids si riscontrano all’età di 2 – 4 mesi negli Usa, precisamente quando vengono somministrati le prime due dosi di vaccino.

Ci sono anche studi che mirano a trovano l’assenza di relazioni tra Aids e vaccini. Comunque, molti di questi sono invalidati da un altro studio che rivela come la pratica del confondere abbia distorto i risultati a favore dei vaccini.

È sbagliato scegliere la prudenza? Questa credibile correlazione tra vaccini e morti infantili non dovrebbe essere la causa di un meticoloso e diffuso monitoraggio dello stato delle vaccinazioni in tutti i casi di Aids? Nella metà degli anni ’70 Il Giappone innalzò l’età vaccinabile da 2 mesi a 2 anni; l’incidenza di Aids diminuì vertiginosamente.

Malgrado ciò, la comunità medica degli Usa ha scelto una posizione di rifiuto. I magistrati che indagano sulle cause di morte (coroner) rifiutano di segnalare lo stato vaccinale delle vittime da Aids e famiglie insospettabili continuano a pagare il prezzo, non conoscendo i pericoli e private del diritto di scegliere.

I rapporti sugli effetti collaterali suggeriscono anche che il numero totale di reazioni avverse ogni anno sia attualmente più di 100.000. A causa delle mancate segnalazioni dei medici, nessuno conosce quante di queste sono permanenti disabilità, ma le statistiche suggeriscono che sono molto più alte delle morti (vedere la “petizione” sotto). Questa convinzione è rafforzata da uno studio che rivela come 1 bambino su 175 che hanno completato la serie del DPT soffre di “gravi reazioni” e un rapporto medico destinato alle autorità rivela che 1 su 300 immunizzazioni con DPT sfocia in attacchi.

In Inghilterra si assistette a un crollo delle morti per pertosse da quando la percentuale di vaccinazione è scesa dall’80 al 30% nella metà degli anni ’70. Lo studio dell’epidemiologo svedese B. Trolfors sull’efficacia e la tossicità del vaccino antipertosse nel mondo rivelò che “la mortalità associata alla pertosse è correntemente molto bassa nei paesi industrializzati e non si riscontrano differenze comparando paesi con alta, bassa o nulla percentuale di immunizzazione”. Egli rivelò anche che, Inghilterra, Gallese, Germania Ovest, avevano più esiti mortali da pertosse nel 1970 quando la percentuale di vaccinazione era alta rispetto alla seconda metà degli anni ’80 quando la percentuale era diminuita.

Le vaccinazioni ci costano molto di più che la vita e la salute dei nostri bambini. Il programma del governo federale per il risarcimento dei danni da vaccino negli Usa (Nvicp) ha pagato più di 650,6 milioni di dollari a genitori di bambini morti o resi disabili dai vaccini, una media di 90 milioni all’anno per i contribuenti.

Il Nvicp ha ricevuto più di 5.000 richieste dall’88, incluse oltre 700 morti da vaccino, e ci sono ancora oltre 2000 casi pendenti di morte o malattia per i quali potranno occorrere anni prima di arrivare alla conclusione.

Nel frattempo, le compagnie farmaceutiche hanno un mercato sicuro: i vaccini sono legalmente previsti da tutti i 50 stati Usa (sebbene facilmente evitabili legalmente), ma queste stesse compagnie sono “immuni” dalla responsabilità per le conseguenze dei loro prodotti. Inoltre, è permesso loro di usare metodi che impediscono, negli accomodamenti legali per risarcimento di danni da vaccino, la diffusione di informazioni al pubblico circa i pericoli delle vaccinazioni.

Questi compromessi sono chiaramente non etici esse costringono il pubblico americano che non esprime il proprio consenso a pagare per le responsabilità dei produttori di vaccini, che fanno in modo che questo stesso pubblico continui ad ignorare i pericoli dei loro prodotti. È anche interessante notare come le compagnie di assicurazione (che fanno i migliori studi sulle responsabilità) rifiutano di coprire le reazioni avverse da vaccino.

Le posizioni delle compagnie farmaceutiche e delle assicurazioni paiono dunque dettate dai profitti.

Come vedete il mondo scientifico non ha ancora raggiunto l’unanimità intorno alla pratica della vaccinazione. Con questo non vogliamo dire che siamo d’accordo con quanto espongono questi siti. Ma tali espressioni ci permettono di capire le ragioni dell’obiezione alle vaccinazioni che si diffuse negli anni 30 e non solo tra i testimoni di Geova e il perché di certi atteggiamenti che con gli occhi dell’uomo che vive nel XXI secolo possono sembrare strani. Una prima regola della corretta analisi storica è la contestualizzazione di fatti, persone e documenti. Ognuno di noi è figlio del suo tempo. E il tempo in cui visse Rutherford giustificava determinate prese di posizione?

Noi di Testimoni di Geova OnLine abbiamo cercato di ricostruire il periodo storico attraverso i documenti disponibili, e nel tentativo di trasmettervi un quadro dell’epoca, riportiamo alcuni fatti e dati che probabilmente non sono noti alla maggioranza.

  1. Nel 1919 a Dallas, Texas – USA, dieci bambini furono uccisi e sessanta si ammalarono seriamente a causa di un vaccino (toxin-antitoxin) che passò i test del Dipartimento di Salute dello stato di New York. La Mulford Company, produttrice del vaccino, pagò i danni per ogni singolo caso.

  2. Nel 1924, venticinque bambini a Bridgewater e venti a Concord, USA, furono avvelenati da un vaccino (toxin-antitoxin)

  3. Nel settembre del 1924, di quaranta bambini immunizzati con un vaccino (toxin-antitoxin) in un Istituto per Infanti, vicino Vienna , sei morirono e numerosi soffrirono di necrosi alla pelle.

  4. Nel 1928, Lancet of February 4th (p. 249), riferì di “un più recente disastro in Russia” (Bull. Hygiene, August 1927, p. 667) nel quale “quattordici bambini ricevetteto una tossina al posto di una anatossina”

  5. Nel 1927 ci furono cinque morti fra i bambini vaccinati in China, altri trentasette si ammalarono seriamente

  6. Nel 1928, a Bundaberg in Australia, dodici bambini fra diciasette a cui venne inoculato un vaccino (toxin-antitoxin) morirono, gli altri cinque si ammalarono in modo critico. Il vaccino fu dichiarato sicuro dal Public Health Department of Queensland

  7. Nel 1930, a Medellin, Columbia, Sud America, quarantotto ragazzi furono vaccinati con il risultato che molti si ammalarono seriamente la stessa notte; uno morì il pomeriggio seguente, quattordici morirono nelle successive sessanta ore e altri due morirono in sei settimane

  8. Nel 1932, a Charolles, in Francia, centosettantadue bambini furono vaccinati. Tutti si ammalarono poco dopo in modo serio. Uno di loro morì.

  9. Nel 1933 (Aprile) numerosi bambini dell’Italia furono vaccinati con una singola iniezione. Nella provincia di Chiavari oltre ottanta dei bambini vaccinati si ammalarono gravemente, alcuni di loro persero l’uso di braccia e gambe; uno di loro morì. A Venezia e Rovigo sopraggiunsero gravi sintomi, tra cui la paralasi, che portarono alla morte dieci bambini. Il governo italiano ordinò di fermare la vaccinazione contro la difterite; il National Serotherapeutic Institute di Napoli, che fornì il vaccino, fu chiuso e il direttore arrestato.

  10. Traduzione da Le Progrès de Saône et Loire, Rue du Temple, Châlon-sur-Saône, July 24th, 1936 : “Risultati sfortunati della vaccinazione: lo scorso 20 maggio, il terzo richiamo per la vaccinazione anti-difterite collettiva fu effettuato e centoventiquattro bambini furono vaccinati. In alcuni casi furono rilevati febbre intensa e vomito. Un bambino morì il giorno dopo all’età di ventitre mesi, nei giorni seguenti il numero di bambini che si ammalarono salì a settantacinque”.

  11. Lancet, January 1938: “Il rischio di incidenti rimane uno degli ostacoli in tutte le forme di vaccinazione” (p. 48.)

  12. Annals of Internal Medicine (January, 1929, p. 668): “Toxin-antitoxin non è un preparato inoffensivo e non deve essere somministrato a bambini in maniera azzardata.”

  13. The British Medical Journal, Marzo 23, 1929 (Epit. of curr. med. lit., p. 51), cita un rapporto del Health Clinic di Atlanta, U.S.A., che dichiara : ” Negli scorsi tre anni, la somministrazione di un siero equino ha provocato gravi reazioni in non meno del 40% dei casi.”

  14. Lancet, January 30, 1932, contiene un rapporto di due ricercatori (A. T. GLENNY and M. BARR):” sembra evidente da questi esperimenti che il preparato toxin-antitoxin che si dimostrò inoffensivo quando testato sui maiali, potrebbe essere velenoso per i bambini...”

  15. Medical World, December 5th, 1930: “...è bene menzionare che reazioni, a volte gravi, sono seguite alla vacinazione T.A.T. . .” (p. 351.)

  16. Journal of the Medical Society of New Jersey, January, 1930, è dichiarato che : “Un rapporto del 1927 mostra . . . che il 28,2% di 1999 pazienti trattati con il vaccino anti difterite svilupparono gravi malattie.”

  17. British Medical Journal, 10 August, 1935, dichiarò : “Il preparato Toxin-antitoxin non è usato in Inghilterrà perchè rischioso...”

  18. Lancet 15 April, 1933 that : “Non si deve dimenticare che reazioni gravi possono seguire alla vaccinazione toxoid-antitoxin.... (p 795)”

  19. Medical Officer, 6 July, 1929, it is stated : “Sappiamo che un preparato anti-difterite non diluito fu usato a Londra cinque anni fa e le reazioni in un piccolo gruppo di adulti furono così gravi che il suo uso fu abbandonato ...”

  20. Lancet, 17 March, 1934 : “Il largo uso di toxoid è stato abbandonato per la tendenza a produrre gravi reazioni più di quante le nostre autorità sanitarie si aspettassero ...” (p. 582.)

  21. Clinical Excerpts. Vol. 8, No. 11, November, 1933, riporta :”Lo svantaggio del toxoid è che può produrre spiacevoli, sebbene non pericolose, reazioni nei bambini più grandi a negli adulti.”

  22. Lancet, 14 May, 1932 (p. 1052),: “è stato obiettato comunque che il toxoid, specialmente negli adulti, produca reazioni problematiche” (p. 1053.)

  23. British Medical Journal, 20 October, 1934 (Epit. of curr. med. lit., p. 57), pubblicò uno studio sulle gravi reazioni prodotte dal vaccino antidifterite.

Pensate che quanto sopra possa bastare per trasmettere un accurato quadro dell’epoca? Capite ora cosa significa contestualizzare gli avvenimenti? Comprendete in che mondo si viveva allora? Avete notato quale era l’opinione generale anche del mondo scientifico di quel tempo? Vi sembra corretto leggere tali affermazioni alla luce delle tecniche mediche odierne (nonostante abbiamo visto che attualmente vi sono ancora forti dubbi su tali tecniche)?

(vedi anche il sito: CBS News)

Volete calarvi ancora di più nello scenario di inizio secolo scorso? Studiate con attenzione quanto esposto nel sito Whale.to, ed approfondite bene la sezione: “SERIE DI DISASTRI 1919-1938”.

Ognuno di noi è figlio del suo tempo. Rutheford e gli altri testimoni di Geova non facevano eccezione e quindi è normale che di fronte all’azione del governo che tentava di introdurre la vaccinazione obbligatoria per tutti si reagisse in modo quasi violento e testardo.

Ma critici ed oppositori non discutono tanto sulle ragioni dell’obiezione alle vaccinazioni, visto che tutt’oggi anche altri le condividono. La loro argomentazione è tesa a dimostrare che a motivo di quella posizione negativa le vaccinazioni venissero proibite a tutti i testimoni di Geova. Ricorre, come per i trapianti (vedi l’articolo I Testimoni di Geova e il trapianto d’organi), anche per le vaccinazioni la solita cantilena: “ecco che a motivo di una posizione etica poi abbandonata, il Corpo Direttivo dei testimoni di Geova ha provocato sofferenze inutili, morti e disassociazione per i dissidenti”.

La risposta a questa speciosa obiezione ci porta alla seconda cosa fondamentale che impariamo dall’esame del libro di Macmillan e cioè:

2 – anche se le vaccinazioni erano presentate con un linguaggio estremamente negativo (per motivi più o meno plausibili dal punto di vista scientifico e biblico) non vennero assolutamente proibite a nessuno né tanto meno ci furono espulsioni per aver violato il ‘comando’ che proibisce le vaccinazioni.

Come possiamo dire questo?

Non vi saranno sicuramente sfuggite le parole del Macmillan riferentesi ad una esperienza del 1943 e cioè 10 anni prima del cosiddetto cambio di intendimento (Vedi La Torre di Guardia del 1 novembre 1953, che, a detta dei critici, permise le vaccinazioni dopo quasi due decenni di proibizione assoluta. Ripercorriamo le tappe principali della esperienza di Macmillan:

  1. Tutti noi che visitiamo le filiali straniere o ci facciamo vaccinare o rimaniamo a casa. La vaccinazione non è assolutamente paragonabile alla trasfusione di sangue.

  2. Nel vaccino non è fatto alcun uso di sangue.

  3. Così non sarebbe una violazione delle Sacre Scritture che proibiscono di prendere sangue.

Alla luce di quanto sopra esposto risulta che l’accusa di incoerenza per aver abbracciato una posizione etica poi abbandonata è falsa. Nel 1943 Macmillan, membro del Corpo Direttivo di allora, incoraggiò diversi giovani testimoni di Geova a ragionare e applicare le Scritture in relazione la vaccinazione sostenendo:

  1. la differenza tra questa e la trasfusione;

  2. la confessione che coloro che visitavano le altre filiali si vaccinavano senza tante storie e questo ben prima del 1953,

Pertanto tutto il castello accusatorio dei nostri critici crolla. Se chi accettava di vaccinarsi non subiva alcuna disciplina in congregazione e per di più diversi sorveglianti con responsabilità elevate accettavano le vaccinazioni, possiamo dire che fossero “assolutamente proibite” come vorrebbero farci credere i nostri critici?

Ma vogliamo anche esaminare cosa avvenne realmente nel 1953. Ci fu o no un epocale cambio di intendimento che permise le vaccinazioni prima proibite?

Leggiamo alcuni stralci dell’articolo del 1° Novembre 1953 così da poterci fare una idea. L’articolo risponde a questa domanda:

“È la vaccinazione una violazione della legge di Dio che vieta di ricevere sangue nell’organismo?”

Ricordate l’articolo del 1931 citato sopra. Le vaccinazioni venivano messe in relazioni all’errato uso di sangue. La rivista The Golden Age del 4 febbraio 1931 diceva:

“Non solo l’uomo ha versato illegalmente il sangue del suo simile, ma egli ha preso il corpo della bestia e ha illegalmente contaminato il suo sangue con dei veleni e successivamente ha preso questo sangue e lo ha iniettato direttamente a contatto con il sangue dell’uomo, in nome dei vaccini e delle antitossine. Dal mio punto di vista questa è una violazione della legge di Dio, di una gravità tale che non può esisterne una peggiore....Il sangue dell’uomo è sacro. Esso non può essere contaminato venendo in contatto con il sangue di altre creature, sia superiori che inferiori, o mediante il metodo insidioso dei sieri, oppure usandone come cibo”

Come vedete la chiave di lettura corretta della polemica sulle vaccinazioni per tutti gli anni 30 riguarda in effetti l’errato uso di sangue. Visto che all’epoca i vaccini venivano preparati prevalentemente usando sangue animale era evidente che per evitare di ingerire sangue, in qualsiasi forma, bisognava, secondo la conoscenza di allora, evitare sieri e vaccini (da notare comunque che in quel tempo l’assumere sangue non comportava la disassociazione [vedi Torre di Guardia 15/07/1961 pag. 446-448]).

Ritornando alla risposta contenuta nella rubrica “Domande dai lettori” del 1° novembre 1953 leggiamo:

“La questione della vaccinazione dev’essere determinata individualmente dalla persona stessa che vi si trova di fronte. Ogni individuo deve accettare le conseguenze della posizione e azione che prende nel caso di vaccinazione obbligatoria. Facendo ciò in armonia con la sua propria coscienza e il suo apprezzamento di quello che è indicato per la buona salute e nell’interesse dell’avanzamento dell’opera di Dio. La nostra Società non può permettersi d’entrare legalmente nella questione o assumere la responsabilità del risultato della decisione.”

Come leggete queste parole ricalcano il pensiero espresso da Macmillan dieci anni prima, in un‘epoca dove, secondo i nostri critici, era in vigore la proibizione della vaccinazione. È evidente che nella congregazione non vigeva alcuna proibizione assoluta riguardante le vaccinazioni. Però in effetti le riviste di allora usavano un linguaggio vigoroso nel presentare il lato negativo della vaccinazione e aggiungevano, oltre alle prove scientifiche contro tale pratica, anche ragioni bibliche. Ma quando parliamo di contestualizzazione dobbiamo intendere anche la forma con cui si esprimono i documenti di un’epoca. Rutheford era un uomo vigoroso, dal carattere forte e deciso. In più viveva in un’epoca diversa dalla nostra. Gli anni trenta sono gli anni dell’avvento “di regimi autoritari e di personalità carismatiche in numerosi paesi del mondo. È un’epoca di confronti violenti, di scontri politici e sociali, di ricerca di certezze, cui corrisponde l’organizzazione «teocratica» dei Testimoni di Geova”. (M.Introvigne, I Testimoni di Geova, già e non ancora, Elledici, 2002, pag. 52-53) La formazione culturale di Rutheford era “populista” e quindi certi toni presenti nelle riviste dei testimoni di Geova dell’epoca sono comprensibili. (M.Introvigne, I Testimoni di Geova, già e non ancora, op.citata pag. 53). C’è anche da dire che certe posizioni assunte all’epoca, e che oggi appaiono esagerate, secondo il sociologo Introvigne erano “comuni a molti dirigenti religiosi cristiani del suo tempo”.

La risposta contenuta nella rivista del 1953 non corregge la questione delle vaccinazioni dal punto di vista religioso e disciplinare né da quello della libertà di scelta individuale dei testimoni di Geova, perché, come abbiamo visto, nulla era cambiato rispetto al passato.

La rivista corregge l’errata applicazione di certi brani biblici usati negli anni ’30, come ulteriore prova che le vaccinazioni fossero dannose e da evitare. Ma tutto ciò non influì né prima né dopo sulla propria appartenenza alla congregazione né sull’assunzione di privilegi di servizio.

Cosa possiamo concludere dopo questo nostro breve excursus sulla vaccinazione ? Che “l’odio” religioso spinge alcuni a dare delle informazioni totalmente fuorvianti mescolando un po’ di cose vere (con giudizi soggettivi) a un pò di cose false (veri e propri parti della loro fantasia).

I testimoni di Geova non negano di aver assunto nel passato posizioni errate. Figli della loro epoca a volte si sono scagliati contro pratiche mediche e scientifiche che non incontravano l’unanimità nel mondo accademico ed erano effettivamente pericolose. Quello che sfugge a molti è il fatto che le nuove scoperte in campo medico pongono sempre quesiti morali a cui le religioni danno risposte diverse. Una evoluzione del pensiero man mano che le nuove scoperte si affermano e chiariscono il loro campo di applicazione è normale e persino auspicabile.

La critica, secondo il nostro parere, dovrebbe essere condotta con argomentazioni più serie e ponderate. Dal nostro punto di vista queste critiche sono ingiustificate; rileviamo invece che anche nei momenti critici i testimoni di Geova hanno saputo mantenere un corretto equilibrio.

Oggi, con un linguaggio ed una cultura diversa, i testimoni di Geova continuano ad ispirarsi ad i medesimi principi menzionati nella Torre di Guardia del 1° dicembre 1974 (di cui abbiamo accennato all’inizio di questo articolo). Invitano le persone a valutare pro e contro e lasciano libero il singolo di decidere secondo coscienza. Quello che forse potremmo rimproverare ai testimoni di Geova negli anni ’30 è l’uso di un certo linguaggio “populista” e la tendenza all’estremizzazione. Ma ricordiamo sempre che stiamo valutando con il metro moderno un modo di esprimersi di oltre 70 anni fa ed un Mondo che non ci è più proprio. Queste valutazioni sociologiche fanno parte del metodo corretto di indagine che, ci spiace dirlo, manca totalmente ai nostri critici.

Nota informativa tratta da “Bambini sani senza medicinali“:

LE VACCINAZIONI: UNA BOMBA AD OROLOGERIA

Forse troverete questa affermazione difficile da accettare; le vaccinazioni sono state pubblicizzate così abilmente e con tanta aggressività che la maggior parte dei genitori le ritiene il ‘miracolo’ debellatore di molte spaventose malattie.

Conseguentemente, chiunque vi si opponga è considerato ai limiti della pazzia. Per un pediatra, invece, contestarle equivale alla negazione da parte di un prete del dogma dell’infallibilità del Papa. Molto di ciò che vi hanno fatto credere sulle vaccinazioni non è vero. Non solo nutro su di esse gravi dubbi ma, se dovessi seguire le mie profonde convinzioni, vi esorterei su due piedi a rifiutarvi di praticare a vostro figlio qualsiasi vaccinazione. Sebbene nei primi anni della mia carriera anch’io abbia inoculato vaccini, sono col tempo divenuto un fermo oppositore della vaccinazione di massa. In questa sede riassumerò pertanto le mie obiezioni allo zelo fanatico con cui i medici inoculano ciecamente proteine estranee nel corpo di un bambino, senza sapere quali eventuali danni possano provocare.

Non esiste nessuna convincente prova scientifica del fatto che si possa attribuire alle vaccinazioni di massa l’eliminazione di alcuna malattia infantile. E’ vero che alcune malattie, un tempo assai diffuse, sono diminuite o addirittura scomparse da quando sono state introdotte le vaccinazioni. Ma nessuno può affermare con certezza la causa di questo fenomeno, che potrebbe essere il generale miglioramento del tenore di vita. Si crede comunemente che il vaccino Salk abbia avuto il merito di interrompere l’epidemia di poliomelite che afflisse i bambini negli anni Quaranta e Cinquanta. Se così fosse, perché l’epidemia si fermò anche in Stati europei nei quali il vaccino antipolio non era usato così diffusamente? Di maggiore attualità è il chiedersi perché il vaccino Sabin con virus vivi venga tuttora somministrato ai bambini quando il dottor Jonas Salk, scopritore del primo vaccino, lo accusa di essere la causa della maggior parte dei casi di poliomelite oggi esistenti. Continuare a inoculare questo vaccino nei bambini è un atteggiamento medico irrazionale che non fa che confermare la mia asserzione sull’incapacità della medicina di riconoscere i propri errori. Con il vaccino antipolio stiamo assistendo al ripetersi della riluttanza dei medici ad abbandonare la vaccinazione antivaiolosa che per trent’anni dopo la scomparsa della malattia fu l’unica causa di morte per vaiolo. Riflettete: per trent’anni i bambini continuarono a morire a causa dell’antivaiolosa sebbene il vaiolo non costituisse più una minaccia! Ogni vaccinazione comporta rischi significativi e ha numerose controindicazioni che ne rendono pericolosa l’inoculazione. I medici, invece, le praticano abitualmente, senza nemmeno avvertire i genitori dei possibili rischi e senza determinare se il vaccino sia controindicato per quel singolo bambino.

Nessuno bimbo dovrebbe venire vaccinato senza prima eseguire questo tipo di indagine, tuttavia ogni giorno eserciti di bambini vengono allineati negli uffici competenti per essere vaccinati, senza tante domande...

Mentre sono conosciuti i moltissimi rischi a breve termine della maggior parte delle vaccinazioni, nessuno è invece a conoscenza delle conseguenze a lungo termine che possono derivare dall’inoculare proteine estranee nell’organismo di un bambino. Ancor più sconvolgente è il fatto che nessuno stia compiendo uno sforzo organizzato per scoprirle.

Esiste un crescente sospetto che le vaccinazioni contro le malattie infantili relativamente innocue possano essere responsabili del drammatico aumento di malattie autoimmuni verificatosi dopo l’introduzione delle vaccinazioni di massa. Si tratta di malattie terribili come il cancro, la leucemia, l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla, il lupus eritematoso, la sindrome di Guillain-Barré, l’Aids. Una malattia autoimmune può essere definita in termini semplici come un’affezione in cui il meccanismo di autodifesa dell’organismo non è in grado di distinguere gli invasori esterni dai propri tessuti, con conseguente autodistruzione. Abbiamo barattato orecchioni e morbillo con cancro e leucemia?

La più acuta controversia che sta attualmente infuriando nell’ambiente medico non è sfuggita all’attenzione dei mezzi di informazione: un sempre crescente numero di genitori rifiuta di far vaccinare i propri bambini, affrontando le conseguenze legali della propria azione. I genitori dei bambini che hanno subìto lesioni permanenti in seguito alle vaccinazioni non accettano più l’idea della ‘fatalità’ ma intentano cause legali contro lo Stato, le case farmaceutiche produttrici del siero ed i medici che lo hanno inoculato.

Alcune ditte hanno smesso di produrre vaccini e le rimanenti stanno allungando – anno dopo anno – l’elenco delle controindicazioni all’uso. Nel frattempo, dato che le vaccinazioni obbligatorie comportano una successione di visite mediche e numerosi posti di lavoro nei distretti delle Unità Sanitarie Locali, i pediatri continuano a difenderle fino alla morte. La domanda che i genitori dovrebbero porsi è: “La morte di chi?”.

Solo ai genitori spetta decidere se rifiutare la vaccinazione o accettarla insieme ai rischi che comporta. Tuttavia, prima di accettare la vaccinazione, permettetemi un consiglio: documentatevi sui benefici e sui rischi connessi e discutetene con il vostro pediatra. E se decidete di non far vaccinare il vostro bambino contattate le associazioni sorte proprio per dare consigli ai genitori che intendono riconquistare la loro libertà di scelta.

(Robert Mendelsohn, da Bambini sani senza medicinali, Red, 1992, pag. 117 e segg.)