I Testimoni di Geova e l’università:

oscurantismo o libera scelta?

Fra le accuse mosse ai testimoni di Geova merita una menzione quella secondo cui la loro organizzazione distoglierebbe i propri giovani dal proposito di frequentare l’universita’ o esorterebbe chi vi fosse gia’ iscritto ad abbandonarla. Tale imputazione e’ spesso accompagnata (e aggravata) dalla presunzione, talora implicita, talaltra chiaramente espressa, per cui l’optare per una carriera accademica favorirebbe l’apertura intellettuale e quindi costituirebbe un ostacolo alla politica di controllo delle menti (e della vita) che – cosi’ si dice – sarebbe esercitata sui fedeli; ed e’ quindi accompagnata da immancabili commenti a sensazione, tipo “l’oscurantismo dei tdG”, “tdG ostili all’istruzione superiore”, “i tdG favoriscono l’arretratezza culturale”, “alla Societa’ Torre di Guardia conviene tenere i giovani nell’ignoranza” e via farneticando.


Ironia della sorte, di solito questa tesi e’ patrocinata da ex-membri del gruppo dissidenti che sono essi stessi (diversamente da decine di migliaia di testimoni di Geova laureati) privi di qualunque istruzione universitaria, e quindi in una posizione non proprio ottimale per cimentarsi con un simile pistolotto di critica. Ad ogni modo, quanta parte di verita’ vi e’ in esso? Questo articolo, che intende fornire una risposta esaustiva a tale domanda, muove attraverso i seguenti passi:


• L’Organizzazione dei testimoni di Geova e’ contraria all’istruzione?

• Istruzione universitaria: consiglio o divieto?

• Sconsigliata l’universita’: le motivazioni

• Un orientamento intransigente e ‘a senso unico’?

• Cosa indica l’esperienza diretta?

• Conclusioni

• Appendice: il discorso di Lösch


Con l'avvertenza che in tutte le citazioni che seguono l'uso del grassetto, della sottolineatura e del corsivo e’ dell'autore del presente articolo, cominciamo con il considerare il primo punto.


L’organizzazione dei testimoni di Geova e’ contraria all’istruzione secolare?


A questa domanda forniamo anzitutto una risposta “probabile”, la sola risposta che, a giudicare dalle infuocate invettive di certi oppositori, ci si aspetterebbe. In base alle accuse degli apostati dovremmo riscontrare una presa di posizione netta e totalizzante: un ‘bando’ lanciato all’indirizzo non solo dell’universita’, ma di tutte le scuole secolari, la cui frequentazione, coerentemente, non dovrebbe essere raccomandata se non nella misura in cui cio’ sia obbligatorio per legge. Anzi, a ben guardare cio’ dovrebbe valere molto piu’ per le scuole superiori che non per gli atenei universitari: e’ noto a tutti che la mente di un adolescente e’ in piu’ rapida evoluzione, e quindi soggetta al condizionamento esterno in una misura maggiore, rispetto a quella di un maggiorenne; sarebbe quindi auspicabile, da parte di una Organizzazione che si suppone tutta tesa alla coercizione psicologica, che il giovane testimone di Geova si limitasse a frequentare le sole scuole dell’obbligo, giusto il tempo di imparare a leggere e a scrivere e i rudimenti di qualche altra materia, per poi lasciare la scuola. Stanno cosi’ le cose?

Consideriamo i seguenti commenti da un libro specificamente indirizzato ai ragazzi in eta’ scolare: “I giovani chiedono… risposte pratiche alle loro domande” 0. Nel capitolo 17, dal significativo titolo “Dovrei lasciare la scuola?”, alle pagine da 134 a 139, si legge:


“Secoli fa il re Salomone scrisse dei proverbi “per dare agli inesperti accortezza, al giovane conoscenza e capacita’ di pensare”. (Proverbi 1:1-4) Si’, l’inesperienza accompagna la giovinezza. La scuola, peraltro, puo’ aiutarti a educare e coltivare la capacita’ di pensare. Questa e’ non semplicemente la capacita’ di enumerare fatti, ma anche di analizzarli ricavandone idee produttive. Anche se molti criticano il modo in cui alcune scuole impartiscono l’insegnamento, nondimeno la scuola ti costringe a usare la mente”.

Ancora:


“E’ quindi comprensibile che ci siano poche prospettive di lavoro per chi lascia la scuola. Walter (citato prima) lo ha imparato a sue spese. “Ho presentato tante domande di lavoro e non me ne veniva accettata nessuna perche’ non avevo il diploma”. Ha ammesso anche: “La gente usa a volte parole che non capisco, e mi sento stupido… Negli Stati Uniti il tasso di disoccupazione fra i giovani dai 16 ai 24 anni che non hanno ultimato gli studi “e’ quasi due volte piu’ elevato che fra i loro coetanei che si sono diplomati e quasi tre volte superiore alla disoccupazione globale”. (The New York Times) “Coloro che non completano la propria istruzione si precludono ogni opportunita’”, aggiunge F. Philip Rice nel libro The Adolescent. Chi ha interrotto gli studi potrebbe non avere la basilare preparazione necessaria per fare sia pure il lavoro piu’ semplice”.

E ancora:


[Un altro] vantaggio durevole e’ quello di conoscere i tuoi lati forti e quelli deboli. Michelle, che ha trovato lavoro nel campo dell’informatica, ha osservato: “A scuola ho imparato a lavorare sotto pressione, a superare un esame e ad esprimermi”… ‘La scuola mi ha insegnato a valutare gli insuccessi’, dice un’altra ragazza la quale aveva la tendenza a considerare gli altri, e non se stessa, la causa dei suoi fallimenti. Altri hanno tratto beneficio dalla rigida routine scolastica. […] Salomone incoraggio’ i giovani a “conoscere la sapienza e la disciplina”. (Proverbi 1:2) Le scuole in cui regna la disciplina hanno formato molte menti disciplinate e al tempo stesso creative”.


Si da’ anche risalto all’incidenza che una buona istruzione puo’ avere sulle attivita’ religiose dei testimoni di Geova:


”Avendo un’istruzione puoi essere preparato per assolvere le tue responsabilita’ cristiane. Se hai acquistato buone abitudini di studio e hai imparato a leggere bene, ti e’ piu’ facile studiare la Parola di Dio. (Salmo 1:2) Avendo imparato a scuola ad esprimerti, ti e’ piu’ facile insegnare le verita’ bibliche ad altri. Anche una certa conoscenza della storia, delle scienze, della geografia e della matematica e’ utile e ti aiutera’ ad avere contatti con persone che hanno cultura, interessi e credi diversi.”


Da notare che questi commenti sono tratti da un articolo della rivista Svegliatevi!, edita dalla Watch Tower Society, che risale al 1984. Nella maggioranza dei paesi del mondo l’obbligo scolastico a quell’epoca non arrivava alle scuole superiori. In Italia, ad esempio, i giovani erano tenuti a frequentare le scuole fino al conseguimento della terza media e in ogni caso non oltre il quattordicesimo anni di eta’; in seguito, con la finanziaria del 2006, l’obbligo e’ stata innalzato, ma solo fino ai sedici anni: l’esame di maturita’ e’ tuttora (2009) escluso dall’obbligo scolastico.


In definitiva, le stesse normative vigenti offrono alla WTS una splendida occasione per raccomandare ai giovani di 'mollare' la scuola il prima possibile. E invece no: con grande disappunto dei detrattori, l’Organizzazione dei testimoni di Geova incoraggia da almeno venticinque anni a proseguire gli studi fino al diploma, e anche oltre:


Nelle Filippine una sorella doveva lavorare per mantenere la famiglia, ma desiderava fare la pioniera. La filiale riferisce: “E’ riuscita nel suo intento perche’ ha frequentato un corso di studio supplementare ed e’ diventata una ragioniera iscritta all’albo”. (Torre di Guardia del 01/11/1992, pag. 18) 1.


Che dire? Un po’ difficile da spiegare, per chi si ostina a ritrarre la WTS come una incubatrice di analfabeti.


Naturalmente il frequentare le scuole superiori non e’ particolarmente meritorio in se’, ne’ lo e’ il mostrarsi studenti seri e diligenti. Ma i testimoni di Geova scoraggiano forse l’accrescimento della propria conoscenza al di fuori di cio’ che e’ strettamente richiesto dai programmi scolastici, come se tutto si esaurisse nel richiamo ad un dovere ‘civico’ da onorare? Un leit-motiv delle polemiche apostate e’ ad esempio che la WTS sconsiglierebbe la lettura, a meno che non abbia per oggetto le pubblicazioni della stessa Societa’ (WTS). Tale appunto ha il sostegno dei fatti? Vediamo.


Migliorando la vostra capacita’ di leggere potete attingere a un’infinita’ di conoscenze, la grande quantita’ di informazioni disponibili su carta stampata. Naturalmente si possono imparare alcune di queste cose attraverso la TV e le videocassette, ma la lettura stimola e migliora i processi mentali, l’immaginazione e la capacita’ di esprimersi. Si hanno parole e immagini mentali da ricordare, di cui parlare e di cui scrivere in modo intelligente in merito a molti soggetti, diventando cosi’ persone piu’ interessanti da frequentare. (Svegliatevi! del 22/07/1991, pag. 27)



Senza dubbio quasi tutti avremo provato il piacere di rilassarci leggendo un buon libro, girando le pagine sempre piu’ in fretta man mano che la trama ci avvinceva. Queste forme di svago … possono anche stimolarci, edificarci, toccarci il cuore, farci ridere . . . persino illuminarci. La letteratura, ad esempio, puo’ insegnarci molto sulla natura umana. Ne sono un chiaro esempio le opere di Shakespeare. (Svegliatevi! del 08/11/1992 pag. 5)



Fu a quel punto, credo, che il nostro rapporto cambio’ da quello fra una bambina e una persona adulta a una vera amicizia in cui ciascuna apprezzava la compagnia dell’altra. Lo si poteva capire da tante cose, ma una in particolare fu che, invece di libri per bambini, cominciammo a leggere insieme classici come Jane Eyre, Villette, Orgoglio e pregiudizio e The Woman in White. I miei gusti in fatto di letture erano maturati. (Svegliatevi! del 22/02/1996, pag. 27)


Siamo dunque molto lontani dalla immagine precotta che i dissidenti vorrebbero appioppare all’Organizzazione di Geova come di una setta di ispirazione quasi orwelliana, reazionaria e oscurantista. E l’attenzione riservata alla letteratura si estende a molti altri campi:


Vi piacerebbe “parlare” coi computer? Impararne i linguaggi potrebbe essere un’interessante sfida. (conclusione di un articolo di Svegliatevi! del 22/04/1983 pag. 25)



Lo studio della storia nelle scuole e nelle universita’ spesso sembra non consistere in altro che acquisire nozioni su avvenimenti, battaglie, documenti e personaggi. H. G. Wells disse che il “gretto insegnamento della storia” che abbiamo ricevuto a scuola era per lo piu’ “un elenco noioso e parzialmente dimenticato di re o presidenti”. Ma per le persone riflessive, la storia dovrebbe essere un faro che getta luce sulle trappole del passato e del presente... Considerate ora alcune notevoli lezioni della storia e cio’ che da queste l’umanita’ non ha imparato. (Svegliatevi! del 08/08/1984 pag. 4)


C’e’ tanta buona musica!... Solo per conoscere bene [le] opere di Bach, Vivaldi, Telemann, Handel, Haydn e Mozart … ci vorrebbero anni. E si badi che questo non include le opere dei loro contemporanei. (Torre di Guardia del 15/08/1984 pag. 22)


In molte zone c’e’ la possibilita’ di dedicarsi a svariate attivita’ sane…Potresti allargare il campo provando a visitare un museo. (I giovani chiedono… Risposte pratiche alle loro domande, pag. 300)


Antonello: Ti e’ piaciuta l’opera? … Max: E’ stato uno spettacolo bellissimo... La buona musica e il bel canto ci fanno apprezzare il Creatore, che ha dotato l’uomo del dono della voce e della capacita’ di comporre, suonare e gustare la musica. Grazie per avermi regalato una serata cosi’ piacevole ed emozionante. (Da un dialogo immaginario nel quale si decantano le suggestioni dell’opera lirica: Svegliatevi! del 08/07/1994, pag. 27)

Incoraggiate vostro figlio a dedicarsi a qualche attivita’ sana, come imparare a suonare uno strumento musicale [o] imparare un’altra lingua. (Torre di Guardia del 12/02/2003 pag. 27)


Per essere efficace l’istruzione dovrebbe anche produrre nei ragazzi gioia di vivere e aiutarli a inserirsi nella societa’ come individui equilibrati. Pertanto i testimoni di Geova ritengono che la scelta delle attivita’ extrascolastiche sia molto importante. Credono che svago sano, musica, hobby, esercizio fisico, visite di biblioteche… abbiano una parte importante in un programma educativo equilibrato. (I testimoni di Geova e l’istruzione, pag. 5)

Insomma, i giovani e gli altri membri della congregazione sono incoraggiati, con buona pace dei critici radical/chic in aperta (e sterile) polemica con la loro ex-religione, a coltivare un’ampia gamma di interessi, attingendo da vari campi dello scibile umano, dalla storia alla tecnologia informatica, dalla musica sinfonica al bel canto.


Dal momento che l’Organizzazione di Geova non e’ contraria all’istruzione secolare, si puo’ almeno postulare che sia avversa alla cultura ‘elevata’ la cui conquista richiede evidentemente piu’ dei basilari studi scolastici? Tutt’altro. La posizione ufficiale e’ bene espressa da citazioni come queste:

Ogni persona informata sa che gli scienziati hanno ottenuto risultati sorprendenti in molti campi. La ricerca scientifica ha accresciuto in modo straordinario la nostra conoscenza sia dell’universo che della terra e dei viventi. Lo studio del corpo umano ha permesso di curare meglio malattie e traumi. I rapidi progressi nel campo dell’elettronica ci hanno introdotto nell’e’ra del computer, cosa che sta cambiando il nostro modo di vivere. Gli scienziati hanno compiuto imprese straordinarie, mandando addirittura uomini sulla luna e facendoli tornare sulla terra. E’ piu’ che giusto apprezzare le loro capacita’, dal momento che hanno notevolmente accresciuto la nostra conoscenza del mondo che ci circonda, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. (Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione?, pag. 9)


I testimoni di Geova invitano le persone di mente aperta, sia quelle dalla mentalita’ scientifica che quelle religiose, a impegnarsi con sincerita’ nella ricerca della verita’ in entrambi i campi. Nelle loro congregazioni i Testimoni incoraggiano un sano rispetto per la scienza e per le sue scoperte dimostrate. (Svegliatevi! del 08/06/2002, pag. 11)


Per questa precisa ragione, come i lettori affezionati ben sanno, le pubblicazioni della Watch Tower Society e in primo luogo i periodici La Torre di Guardia e Svegliatevi! ‘straripano’ di citazioni dotte. In un articolo sui terremoti non mancano interviste a geologi, sismologi e altri esperti di settore. In un altro in cui si illustrano i benefici di una regolare attivita’ fisica, gli effetti di una malattia, le caratteristiche di un trattamento terapeutico, si possono leggere dichiarazioni di medici, specialisti o primari ospedalieri. Lo stesso avviene per centinaia di biologi, architetti e altri esperti di edilizia, intenditori d’arte, musicisti, filosofi, storici, insegnanti scolastici e universitari, pedagoghi, uomini di legge, consulenti economici, sociologi, letterati, teologi, studiosi delle lingue bibliche, presi a riferimento in base ai rispettivi ambiti di competenza. Questo massiccio ricorso a citazioni erudite dovrebbe bastare a convincere l’avventore non prevenuto dell’assenza di qualsiasi approccio pregiudizievole al cosiddetto “mondo della cultura”.

Se si provasse a effettuare una ricerca testuale dei termini ‘universita’’ e ‘laurea’ (e derivati) nelle pubblicazioni dei testimoni di Geova, sarebbe immediato riscontrare come nella quasi totalita’ delle occorrenze essi vengano usati nel contesto di tali citazioni o comunque senza finalita’ critiche; solo in un novero di casi decisamente modesto (se rapportato al totale) sono utilizzati con accezione negativa.


Ma proviamo ad entrare nel merito di questi ultimi.

No all’istruzione universitaria: un consiglio o un divieto?



L’argomento dell’istruzione superiore e’ stato affrontato molte volte dalla rivista Torre di Guardia e altre pubblicazioni della Watch Tower Society. Spesso il giudizio riservato agli studi universitari e’ senz’altro negativo, per le ragioni (imprescindibili) che verranno riassunte ed esaminate nel capitolo successivo.

Quel minimo indispensabile di onesta’ che ci si aspetta di trovare in qualsiasi contesto di analisi critica, pero’, dovrebbe portare ad ammettere che la presa di posizione ufficiale e’ sempre orientata a sconsigliare e mai a vietare, ne’ direttamente, ne’ di riflesso, e, come chiaramente dimostrato da numerose esperienze anche stampate, nemmeno a tentare di creare sensi di colpa in chi decidesse - nonostante tutto - di perseguire la meta dei gradi accademici.

Il concetto e’ ben sintetizzato da questa frase: “la Societa’ non incoraggia a dedicare tempo in atenei o universita’ mondane, nelle cosiddette “scuole di istruzione superiore”” 2. Cio’ nondimeno, persino negli articoli in cui e’ stata piu’ forte la tendenza a sottolineare i possibili danni dell’Universita’, non sono mai mancati i commenti volti a mettere in chiaro come si trattasse di nient’altro che di una scelta personale, da effettuarsi caso per caso e in base a diversi parametri di giudizio, come la provenienza geografica, le condizioni del mercato del lavoro e il parere dei propri genitori:

Se il padre desidera che suo figlio vada all’universita’ ma il figlio preferirebbe dedicare il suo tempo al ministero cristiano, che cosa deve fare? … Il padre ha diritto di decidere in merito alla sua istruzione. Ma mentre va all’universita’ il figlio vorra’ mantener forte la sua fede. (Torre di Guardia del 15/08/1970 pag. 508) 3


Il nostro scopo non e’ di stabilire qui delle regole per le famiglie cristiane. Piuttosto sono dati suggerimenti che serviranno di guida. Genitori e figli vorranno discutere insieme qual e’ l’adeguata istruzione scolastica che permettera’ ai giovani di realizzare i loro interessi e i loro obiettivi in modo sano e onorevole. (Torre di Guardia del 15/07/1977 pag. 448)

Vuol dire questo che sia sbagliato andare all’universita’? Questo e’ qualcosa che ciascun genitore deve decidere per i propri figli… Puo’ darsi che lo studente possa frequentare l’universita’ pur continuando ad abitare a casa. O forse puo’ stare presso parenti che vigilino attentamente sulle sue compagnie e lo incoraggino energicamente a mantenersi attivo nelle sue responsabilita’ cristiane. (Torre di Guardia del 01/01/1983 pag. 14)

Non condanniamo la cosiddetta istruzione superiore come tale e riaffermiamo quello che abbiamo gia’ detto, cioe’ che e’ una questione personale decidere se andare o no all’universita’. (Svegliatevi! del 22/01/1988, pag.28)


Non era nostra intenzione parlar male dell’istruzione universitaria… in media, i laureati percepiscono stipendi piu’ alti e risentono meno del problema della disoccupazione rispetto ai diplomati di scuola superiore... Per quanto tempo uno continuera’ gli studi e’ una faccenda del tutto personale. (Svegliatevi! del 22/08/1989, pag.28)

Percio’ quando oggi i genitori e i giovani cristiani, dopo aver attentamente soppesato in preghiera i pro e i contro, decidono a favore … [del] proseguimento degli studi dopo le scuole medie o dopo le superiori, altri componenti della congregazione non dovrebbero criticarli… Se i genitori cristiani decidono responsabilmente di far proseguire gli studi ai figli dopo le superiori, e’ un loro diritto… Se si opta per il proseguimento degli studi, sarebbe opportuno che il giovane Testimone lo facesse, quando e’ possibile, continuando a vivere in famiglia, cosi’ da conservare le sue normali abitudini cristiane di studio, frequenza alle adunanze e predicazione. Egli dovrebbe inoltre assumere fin dall’inizio una chiara posizione in difesa dei princi’pi biblici. (Torre di Guardia del 01/11/1992 pag. 19, 20)

Non si dovrebbero stabilire rigide regole a favore o contro l’istruzione supplementare (Svegliatevi! del 22/08/1994 pag.5)

Le possibilita’ di lavoro e il sistema scolastico variano da un posto all’altro. I giovani hanno capacita’ e inclinazioni diverse. E anche se la carriera del ministero cristiano viene raccomandata per i benefi’ci che ne derivano, e’ pur sempre una questione di scelta personale. Nel decidere fino a che punto e’ giusto che tu prosegua gli studi, tu e i tuoi genitori dovete quindi soppesare attentamente tutti i fattori implicati. ‘Ciascuno deve portare il proprio carico’ quando si tratta di prendere simili decisioni. — Galati 6:5. (I giovani chiedono… Risposte pratiche alle loro domande, pag. 178, 179)

E’ palese che non vi sia, a proposito dell’istruzione universitaria, alcuna pressione da parte della societa’ Watch Tower, ne’ sui giovani, ne’ su altri, solo un atteggiamento che nella peggiore delle ipotesi puo’ essere definito ‘sfavorevole’ e che tuttavia non esclude, anzi ribadisce e rimarca, la necessita’ di una scelta individuale, purche’ informata.

Ma quali motivazioni inducono a tale atteggiamento?

L’universita’ sconsigliata: quali sono le reali motivazioni di tale presa di posizione?

I vari argomenti presentati nelle pubblicazioni della Societa’ per descrivere i rischi dell’istruzione superiore potrebbero essere sintetizzati in quattro tipologie principali:

1. IL PROBLEMA EDUCATIVO, ovvero l’occorrenza di materie di studio e di singoli insegnamenti in contrapposizione alla sapienza biblica e ai dettami del cristianesimo. “Questa rivista ha sottolineato i pericoli dell’istruzione universitaria, e a ragione, perche’ spesso quest’ultima e’ in gran parte in contrasto con il “sano insegnamento” della Bibbia” 4.

La filosofia, intesa come materia di studio, e’ particolarmente sotto accusa, e non c’e’ da stupirsene, se si pensa alle tante correnti di pensiero ideologicamente opposte al cristianesimo: le scuole agnostiche (T.H.Huxley, che si ricollegava all’evoluzionismo darwiniano, altro sistema di pensiero rigettato in toto dai testimoni di Geova) e materialistiche (ad esempio il ‘700 francese di Diderot e d’Holbach), lo scetticismo greco, il noncognitivismo, il marxismo, gli scritti di celebri pensatori atei quali Helve’tius, Sartre, Schopenhauer, Hume, Nietzsche, Dewey, Feuerbach, Croce, Gentile, Heidegger, Popper e Russell, per menzionarne solo alcuni 5. Sono da ricordare anche quelle teorie scientifiche, come il gia’ citato darwinismo, che tendono a escludere la presenza di Dio o a ritenerla irrilevante, o (con riferimento alle discipline mediche) le metodologie terapeutiche ritenute contrarie alla volonta’ divina, come il ricorso alle emotrasfusioni. L’Organizzazione di Geova ha poi segnalato nella propria letteratura l’esistenza di contesti accademici per lo meno ‘bizzarri’, laddove il piano di studi prevede soggetti che attingono dal paranormale 6 o addirittura dalla pornografia 7.

E’ naturale che tale rilievo non possa essere generalizzato ad una censura sommaria di tutta l’erudizione universitaria, ma non e’ questo, d’altronde, lo spirito delle osservazioni della Societa’ 8.

2. IL PROBLEMA AMBIENTALE. Il contesto universitario e’ spesso descritto come a forte presenza di illegalita’ e/o immoralita’. “Questo spirito si riflette nelle notizie che leggiamo, particolarmente riguardo ai giovani d’oggi. I tumulti nelle scuole e nelle universita’ sono un esempio. Gli studenti arrivano al punto di portare nelle scuole fucili e altre armi micidiali9. “L’ambiente universitario promuove in genere uno spirito di indipendenza e di permissivita’, che porta all’immoralita’ sessuale e all’abuso di droga, cose a cui molti giovani fanno fatica a resistere” 10.

La fondatezza di tali preoccupazioni e’ sotto gli occhi di tutti. Disordini, spirito di indipendenza, illegalita’? Non e’ un mistero che le universita’ abbiano da sempre un carattere fortemente politicizzato; gruppi di studenti, spesso per diretta conseguenza di strumentalizzazioni di partito, si sono fatti portavoce di iniziative anche violente per la promozione, la conservazione o l’abolizione di una legge, di un privilegio sociale, di un ordinamento giuridico o governativo, quando non per la sovversione dell’ordine costituito. Per questo motivo e per altri, la storia dei principali istituti universitari, tanto nel passato remoto che nel recente, e’ stata segnata da tristi fatti di sangue: si pensi alle lotte cruente fra la polizia parigina e gli universitari che osteggiavano il CPE (contratto di primo impiego) proposto dal primo ministro francese de Villepin (anno 2006). Anche in Italia e anche negli ultimi tempi si e’ assistito a contestazioni violente, come quelle conseguenti al decreto Gelmini di riordino del sistema universitario nel nostro paese (2008-2009).

L’appunto del degrado morale e’ parimenti pacifico: college e altri istituti superiori sono fra le corsie preferenziali della tossicomania, della violenza episodica (vedi le stragi nei college americani ad opera di studenti armati) e dell’abuso di alcool; quanto alla castita’ extramatrimoniale, un valore irrinunciabile per i testimoni di Geova (1 Corinti 6:18; Efesini 5:3-5), fra gli iscritti agli atenei e’ evidentemente ritenuta nient’altro che un curioso oggetto di antiquariato.

D’altra parte l’universita’ non e’ il Regno del Male (molto dipende da tempi, luoghi, circostanze) ne’ detiene il copyright delle aberrazioni morali; ma questo la Societa’ Torre di Guardia lo riconosce regolarmente:

Naturalmente immoralita’ sessuale e altri comportamenti errati… non si trovano esclusivamente nei campus universitari e nei college. (Torre di Guardia del 01/10/2005 pp. 29-30)

E ancora prima:

Molte universita’ sono diventate focolai di illegalita’ e immoralita’... Bisogna ammettere, comunque, che oggi come oggi i giovani incontrano questi stessi pericoli nelle scuole superiori, negli istituti professionali e negli stessi luoghi di lavoro. (Torre di Guardia del 01/11/1992 pag. 19, 20)

Le universita’ non sono piu’ teatro di disordini come lo erano negli anni ’60. (I giovani chiedono… risposte pratiche alle loro domande, pag. 177)

3. LE IMPLICAZIONI MATERIALISTICHE: “un’indagine condotta presso gli amministratori di universita’ americane descriveva cosi’ gli studenti di oggi: ‘desiderosi di far carriera, ansiosi di affermarsi, interessati a se stessi’. Un gruppo di studenti disse: “Denaro. Sembra che non parliamo d’altro che di denaro”. Come potrebbe influire su di te l’essere immerso in un’atmosfera di forte competizione ed egoistico materialismo?” 11.

La statistica (e, ancora prima, una onesta osservazione dei fatti) fornisce anche qui un conforto piu’ che sufficiente. L’universita’ e’ ritenuta nell’opinione comune un canale collaudato per il lavoro qualificato, piu’ prestigioso e meglio pagato del genere di mestieri accessibili con un diploma superiore o in assenza di titoli: un medico e’ normalmente piu’ stimato di un infermiere (e guadagna di piu’), un ingegnere di un geometra o di un operaio, un commercialista di un contabile o di una segretaria, la professione di avvocato gode mediamente, nelle convenzioni sociali, di un ascendente maggiore rispetto al mestiere di benzinaio o di custode di condominio. Che poi l’opinione comune debba fare i conti con una realta’ sostanzialmente diversa (alto tasso di disoccupazione fra laureati, professioni svilenti, rapporti di lavoro precari etc.), rivelandosi quindi anche un luogo comune, e’ un altro paio di maniche.

E’ un dato di fatto che la maggioranza dei giovani in eta’ di scelta optino per il conseguimento di una laurea spinti da queste, e non da piu’ nobili, intenzioni; solo un numero esiguo di persone si iscrive all’universita’ per semplice diletto, oppure avendo di mira l’insegnamento (ma neanche quest’ultimo e’ necessariamente segno di ‘spirito missionario’. Quanti docenti puramente mercenari abbiamo conosciuto negli anni di scuola?) o la ricerca scientifica. Ergo, la replica – ricorrente in molti commenti degli ex-tdG – per cui si potrebbe scegliere di proseguire gli studi anche soltanto per estendere il proprio spettro di conoscenze, e non solo per mere ragioni utilitaristiche o di sopravvivenza, si rivela ben presto per quello che e’: una pia (e anche un po’ ipocrita) illusione.

4. LA QUESTIONE TEMPORALE, intesa nella prospettiva escatologica (e’ vicina la fine dell’attuale sistema di cose governato da Satana e dalle sue organizzazioni) e nelle conseguenze sulle decisioni dei singoli in merito all’impiego della risorsa tempo (ce n’e’ poco: che sia impiegato saggiamente). La carriera accademica ostacolerebbe il conseguimento di mete teocratiche, piu’ consone alla presa d’atto di un imminente cambiamento mondiale, quali quella di svolgere l’opera di predicazione a tempo pieno. “Riuscivo molto bene negli studi… ottenni persino una borsa di studio presso una delle piu’ famose universita’ degli Stati Uniti. Tuttavia declinai l’offerta: desideravo ardentemente fare la pioniera. Sono pioniera regolare da piu’ di 20 anni… La decisione che ho preso ha reso la mia vita piena e felice. Non cambierei per niente al mondo le esperienze avute e le amicizie fatte”. 12

Una ‘raccomandazione’ che non si puo’ considerare che del tutto naturale e lecita. Per dirla con Gesu’, il Regno di Dio e’ ‘la meta verso cui si spingono gli uomini’ (Matteo 11:12). I testimoni di Geova avvertono con grande intensita’ l’esigenza non solo di presentarsi a Dio come ministri solerti di tale Regno, ma anche di estenderne i benefici agli altri, svolgendo con zelo ed efficacia l’opera di predicazione di casa in casa e in altre forme. Le forti convinzioni di fondo ne motivano scelte e aspirazioni. Chi e’ portato a non ‘credere’, o comunque non e’ un religioso osservante, puo’ storcere il naso all’opportunita’ di elevare un ideale come questo al rango di ragione di vita, al punto cioe’ di sacrificare ad esso legittimi interessi e ambizioni; ma a pensarci bene non e’ piu’ strana di quanto lo siano le valutazioni ascetiche (peraltro ben piu’ radicali) che hanno accomunato nei secoli, sia pure con i debiti distinguo, uomini come il Buddha e Mahatma Gandhi, o il fatto che un missionario cattolico rinunci alla carriera di imprenditore per andare a soccorrere i poveri in Africa.

Perche’ allora non proporre ai giovani a fare i pionieri mentre si frequenta l’universita’? Anche se le eccezioni non mancano, chi e’ stato studente universitario e conosce il ministero dei testimoni di Geova puo’ ben immaginare come tale progetto risulti piuttosto fantasioso che attuabile. Bisogna decidere, ovviamente, quante risorse si intendano dedicare agli studi, e quali risultati si speri di ottenere; un giovane Testimone italiano che va all’universita’ potrebbe benissimo pensare di laurearsi in sette o otto anni anziche’ in tre, con un voto modesto, per dedicare la maggior parte del proprio tempo libero alla predicazione, ma se mira a conseguire un titolo di studio che valga piu’ del pezzo di carta su cui e’ stampato si trovera’ costretto a fare scelte differenti. Stesso discorso, e a maggior ragione, vale per il sistema universitario statunitense (che richiede di solito una dedizione circostanziata e promuove uno stile di vita comunitario: il campus) e per i modelli istituzionali che in varie parti del pianeta vi si ispirano.

Eppure le pubblicazioni della Watch Tower Society non sono categoriche nemmeno su questo punto:

Una giovane sorella di Bohol che frequentava l’ultimo anno di universita’ riscontro’ di poter svolgere il servizio di pioniere mentre completava gli studi. (Torre di Guardia del 15/07/1986, pag 30)

“In una citta’ dove c’e’ l’universita’ una congregazione comunica che di recente sei studenti si sono regolarmente associati alle adunanze. Uno di essi fa ora il servizio di pioniere regolare frequentando contemporaneamente l’universita’”. (Torre di Guardia del 01/09/1975, pag 530) 13.

Come dire che scegliere la carriera dell’evangelizzatore a tempo pieno e’ meglio che frequentare l’universita’; non e’ escluso, comunque, che le due cose possano coesistere. In tutti i modi, non e’ che una decisione individuale e libera.

Si potrebbero citare ulteriori motivazioni, minori per importanza, che vengono a volte ricordate per mettere a nudo gli inconvenienti dell’istruzione universitaria: i ritmi di studio inducono stress; un eccesso di conoscenza puo’ insuperbire; i costi economici sono elevati; la speranza di intraprendere una carriera redditizia rimane spesso tradita, e cosi’ via.

C’e’ da dire che, per le varie argomentazioni citate, la Societa’ ricorra copiosamente ai pareri influenti di addetti ai lavori che non sono testimoni di Geova, come giornalisti, sociologi, economisti e istitutori: non e’ infrequente che costoro sottolineino rischi, anomalie e controindicazioni delle universita’, pur avendo essi stessi (per paradosso) una preparazione specialistica 14. Cosa che, naturalmente, non puo’ che conferire credito alle corrispondenti osservazioni critiche della Societa’ Torre di Guardia: una ovvieta’ che tuttavia sfugge agli irriducibili detrattori, preoccupatissimi solo di trovare dati a sostegno delle proprie tesi catastrofiste.

Un approccio intransigente e incondizionato?


Viene allora da chiedersi se, a fronte delle osservazioni negative, vi sia traccia nelle pubblicazioni dei testimoni di Geova di commenti improntati ad una maggiore apertura verso gli studi universitari, tali da controbilanciare i precedenti e fornire cosi’ ai giovani la possibilita’ di una scelta consapevole, e non ‘guidata dall’alto’ come talvolta si sostiene. Lasciamo di nuovo la parola alle pubblicazioni della WTS:

Rispondendo ad un lettore, gia’ docente universitario, che aveva scritto (riferendosi ad un precedente articolo della rivista Svegliatevi!): “In passato alcuni hanno tratto la conclusione che un giovane cristiano fosse da condannare in qualsiasi circostanza se si iscriveva all’universita’. Percio’ ho apprezzato il punto di vista equilibrato esposto nel vostro articolo”, gli editori della Watch Tower Society hanno replicato: “Spetta ai genitori decidere il grado di istruzione che e’ appropriato per i loro figli. E anche se ai giovani cristiani si raccomanda di intraprendere una carriera nel ministero, seguire qualche corso di formazione professionale oltre cio’ che offre la scuola secondaria non e’ di per se’ sbagliato. Forse in alcuni paesi questo e’ utile, o addirittura necessario. I genitori devono soppesare i vantaggi che deriverebbero dal seguire un corso del genere e l’effetto che potrebbe avere sulla spiritualita’ dei loro figli. (Svegliatevi! del 08/06/1990, pag.30)

Alcuni cristiani hanno riscontrato che proseguire gli studi, andando all’universita’ o seguendo corsi professionali, li ha aiutati a provvedere ai bisogni materiali della propria famiglia… Chi sente il bisogno di andare oltre l’istruzione fondamentale per raggiungere questo obiettivo dovrebbe valutare i pro e i contro. Uno dei possibili vantaggi e’ quello di trovare un lavoro che permetta di sostenere se stessi e la propria famiglia in modo adeguato pur svolgendo con zelo il ministero cristiano. (Svegliatevi! del 08/03/1998, pag. 20)

“[i testimoni di Geova] sono persone appartenenti a tutti gli strati sociali, che esercitano le professioni piu’ diverse: i loro figli frequentano la scuola pubblica e l’universita’”. (I testimoni di Geova: Cosa dovete sapere) 15

Poniamo l’attenzione anche su questo significativo brano del dossier ‘I testimoni di Geova in Italia’, pubblicato dalla filiale italiana dell’Organizzazione nel 1998:

Ogni genitore pone dinanzi ai figli gli indirizzi che ritiene migliori, a prescindere dal valore che ad essi possono dare gli altri… fra i Testimoni, come entro altre aggregazioni, ci sono persone che sono impegnate nelle attivita’ produttive piu’ varie (professionisti, operai, artigiani, ecc.), diplomate o laureate, avendo conseguito il titolo di studio sia prima che dopo aver abbracciato la fede dei Testimoni… L’istruzione universitaria rimane una libera scelta di cui sono arbitri unicamente i giovani e i loro genitori… I Testimoni, guidati da principi come 2 Pietro 2:11 o Romani 12:16, non ambiscono alla fama, e’ vero, ma questo non significa affatto che chi vuole proseguire gli studi non possa fare le sue libere scelte.

Questo stile equilibrato e possibilista trova riscontro anche nelle esperienze di vita vissuta? Insieme alle (occasionali) vicende presentate di giovani “sviati” dall’ambiente e/o dalle aspirazioni universitarie, sono narrate anche storie di taglio differente? Assolutamente si’. Invero una ricerca, neppure troppo approfondita, nelle pubblicazioni della Societa’ evidenzia che in esse sono state riportate, dai lontani anni ’70 fino ai nostri giorni, decine di esperienze di persone che, da testimoni di Geova, hanno fatto l’Universita’; in molti casi e’ specificato che cio’ sia avvenuto fino al conseguimento dei gradi accademici. Inoltre, spesso la frequentazione del contesto universitario viene presentata come un’opportunita’ di evangelizzazione, o e’ comunque legata a varie occasioni di progresso spirituale. Qualche esempio si puo’ trovare di seguito:

Alla recente Assemblea di Distretto “Pace in terra” tenuta a Fortaleza, Ceará, per esempio, tra i candidati all’immersione c’erano molte massaie, un pescatore, un tessitore, un meccanico, un calzolaio, un impiegato, un radiotelegrafista, un ex marinaio, un insegnante, uno studente universitario e un chimico. (Torre di Guardia del 15/05/1971, pag 298)

“Continuando a progredire nello studio e nell’applicazione della Parola di Dio, fu battezzata come cristiana testimone di Geova… Ella doveva svolgere una parte nella Scuola Teocratica nella congregazione dei testimoni di Geova che si trova nella citta’ dove frequentava l’universita’... Questa giovane cristiana continua a fare progresso mentre serve Geova Dio regolarmente”. (Torre di Guardia del 15/07/1976, pag 428)

Un Testimone che frequenta l’universita’ in El Salvador narra quanto segue: “Ho avuto il privilegio di conoscere la verita’ dall’infanzia, ma non e’ stato facile divenire adulto. E’ qualcosa che ho dovuto affrontare durante gli anni delle scuole superiori e solo con l’aiuto di Geova ho potuto superare tutti gli ostacoli che mi sono stati posti dinanzi per infrangere la mia integrita’ a Geova. A suo tempo dovetti decidere se andare all’universita’ per proseguire gli studi oppure no. Infine decisi di andare all’universita’… Colsi ogni opportunita’ per dare testimonianza ai miei compagni di studi. In conclusione alcuni frequentano le adunanze e due di essi sono gia’ stati battezzati”. (Torre di Guardia del 15/07/1977 pag 494) 16

Nel 1976 un’ottima testimonianza venne data nei circoli universitari. Questo avvenne quando un testimone di Geova che studia medicina all’Universita’ di Madrid, diede testimonianza ad alcuni compagni. Alcuni di questi partecipavano ai corsi di Umanesimo Contemporaneo dell’Interfacolta’, a cui potevano iscriversi studenti e laureati. I testimoni di Geova furono dunque invitati a preparare una conferenza sul tema: “L’uomo nuovo e il suo avvenire”. Due Testimoni svilupparono il soggetto, esponendo gli aspetti della nuova personalita’ e del proposito di Geova per la terra. Il risultato di questo discorso fu l’invito a tenere una serie di nove conferenze sugli insegnamenti dei testimoni di Geova. Fra gli studenti c’era la regina Sofia di Spagna, che prestava molta attenzione agli argomenti, prendeva appunti e partecipava alla discussione dopo ogni discorso… Queste conferenze fecero scalpore, e l’ultima su “Sangue, Medicina e la Legge di Dio”, fu tenuta a motivo dello speciale interesse della regina per l’argomento, sebbene il corso fosse terminato. A quest’ultimo discorso, pronunciato da un fratello laureato in patologia, assisterono diversi ecclesiastici e medici, e venne data un’ottima e chiara testimonianza. (Annuario dei testimoni di Geova del 1979, pag 255, 256)

Nei 18 anni trascorsi da che sono testimone di Geova sono stato in grado di aiutare 16 persone a diventare dedicati servitori di Geova. Attualmente studio con diversi altri che pensano di battezzarsi. Di quelli gia’ battezzati… quattro sono studenti universitari o laureati. (Torre di Guardia del 15/10/1981, pag 27)

Quando un sorvegliante viaggiante suggeri’ ai genitori di cercare di aiutare almeno un figlio a iniziare il ministero a tempo pieno, loro pensarono a Josue’. Essendo un ottimo studente, Josue’ ricevette una borsa di studio statale per studiare ingegneria. Dopo un anno e mezzo di universita’ accetto’ l’invito a partecipare alla costruzione della sede nazionale dei testimoni di Geova della Repubblica Dominicana. (Torre di Guardia del 15/02/1995, pag 25)

In Giappone… alcuni studenti testimoni di Geova si sono rifiutati di imparare le arti marziali e hanno rischiato di essere espulsi dall’universita’. (Svegliatevi! 22/08/1997, pag.27)

Il rettore della facolta’ di lingue straniere dell’Istituto di gestione aziendale Karakol del Kirghizistan, una delle ex repubbliche sovietiche, ha elogiato le pubblicazioni dei testimoni di Geova…. Ci sono molti testimoni di Geova fra gli studenti. Leggono con interesse gli articoli di Svegliatevi! e li usano per fare i compiti” (Svegliatevi! del 22/07/1998, pag. 32)


Mi iscrissi all’Universita’ di Toronto e nel 1940 decisi di frequentare la facolta’ di giurisprudenza… Il 10 febbraio 1941 simboleggiai la mia dedicazione a Geova Dio con il battesimo in acqua. Volevo iniziare subito l’opera di pioniere. Tuttavia Jack Nathan, che allora aveva un ruolo di spicco nell’opera di predicazione in Canada, mi incoraggio’ a completare gli studi. Cosi’ feci e nel maggio 1943 mi laureai, dopo di che cominciai il servizio di pioniere. (Svegliatevi! del 22/04/2000, pag 18, 19) 17

Nel 1972, l’anno delle Olimpiadi di Monaco, Vera Lúcia ed io simboleggiammo la nostra dedicazione a Geova con il battesimo in acqua… Dato che andavo ancora all’universita’, dovemmo tirare avanti con la piccola pensione della mamma e il ricavato della vendita della casa… Nel frattempo, nel 1974, mi ero laureato in medicina. Avevo deciso di fare il medico generico, ma in seguito, dopo avere riflettuto ulteriormente sulla cosa, decisi di diventare chirurgo perche’ in questo modo sarei stato di maggiore aiuto ai miei fratelli cristiani. (Atti 15:28, 29) Cosi’ nei successivi tre anni mi specializzai in chirurgia. (Svegliatevi! del 22/08/2000, pag 3) 18

Due ragazze Testimoni, che frequentavano un corso di spagnolo all’universita’, si assentarono un giorno per assistere a un’assemblea cristiana. Quando ritornarono a scuola, fu chiesto loro di spiegare in spagnolo cio’ che avevano fatto. Ne approfittarono per dare testimonianza in spagnolo come meglio potevano. Silvia, l’insegnante, si mostro’ molto interessata alle profezie della Bibbia. Accetto’ uno studio biblico in inglese e ora e’ una proclamatrice della buona notizia. (Torre di Guardia del 15/04/2004, pag 25)

Non stiamo affermando che queste esperienze debbano essere lette come un invito ad iscriversi all’universita’ (ne’ d’altra parte come un invito di segno contrario). Ma che se ne prenda atto come di una ‘normale’ opzione, e che tali esperienze vengano pubblicate, dimostra egregiamente come fra i testimoni di Geova sia imperante il criterio di libera scelta di cui si e’ parlato nel paragrafo precedente: i cristiani sono del tutto liberi di decidere al riguardo, e gli innumerevoli casi di ‘citazioni citabili’ come quelle indicate lo dimostrano egregiamente.

Vale la pena qui di segnalare l’argomento degli ‘apostati’ per cui l comportamento indotto negli adepti dall’Organizzazione, in quei campi per i quali un divieto netto e deciso risulterebbe improponibile, sarebbe realizzato in maniera quasi ‘subliminale’ a forza di allusioni quali, appunto, la narrazione di esperienze ‘negative’: in ragione delle non poche esperienze ‘positive’ si potrebbe concludere anche l’esatto contrario 19.

Ma c’e’ di piu’: le pubblicazioni dei testimoni di Geova riportano anche tante esperienze di laureati che hanno abbracciato questa religione dopo aver conseguito la laurea. In molti casi tali storie di vita vissuta riferiscono di livelli piuttosto elevati di erudizione; un elenco parziale evinto dalle pubblicazioni della Watch Tower Society degli ultimi trent’anni puo’ renderne l’idea 20:

  • il fisico atomico Fred Wilson (la sua esperienza e’ citata nella Torre di Guardia del 15/10/1979, a pagina 5);

  • Rafael Coello Serrano, magistrato, giudice di corte d’appello, gia’ presidente dell’Amministrazione della Previdenza Sociale dell’Ecuador (Svegliatevi! del 22/04/1982, pag.16);

  • Wendell Marley, ingegnere aerospaziale, e’ stato membro del programma Apollo 11 per il primo sbarco dell’uomo sulla luna (Torre di Guardia del 01/09/1982 pag. 3);

  • Nelson Crites, ricercatore e inventore di apparecchi medici (Svegliatevi! 22/11/1986 pag.23);

  • Merlyn Mehl, fisico e docente universitario (Torre di Guardia 01/07/1989 pag.10);


  • lo scienziato ceco, professore universitario di farmacologia e fisiologia animale, Frantisek Vyskocil (Svegliatevi! 22/04/1996 pag. 15 e anche Svegliatevi! 11/2010 pag.8); 21


  • Isidoros Ismailidis, fisico ed esperto missilistico (Torre di Guardia 01/08/2000 pag.24);


  • il geologo Kenneth Tanaka (Svegliatevi! 22/09/2003 pag.18);

  • Alton Williams, scienziato della NASA (Svegliatevi! 22/01/2004 pag.21);


  • il fisico tedesco Bernd Oelschlagel (Svegliatevi! 22/11/2005 pag. 12);

  • R. Stuart Marshall, docente universitario di economia (Torre di Guardia 01/12/2008 pag.26).

  • Wayne Qu, scienziato ambientale dell’Accademia cinese delle scienze (Svegliatevi! 02/2011 pag. 21);

  • Murat Ibatullin, neuroradiologo, docente all’università statale di Neurologia e Neurochirurgia di Kazan’ (Svegliatevi! 06/2011 pag. 15).

  • Sebastião Alves Junqueira, giudice di corte d'appello nel tribunale di São Paulo (Torre di Guardia 01/08/2012 pag.11);

  • Massimo Tistarelli, docente universitario di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell'Università di Sassari ed esperto di robotica (Svegliatevi! 02/2013 pag.10). 22

Che c’entra, obiettera’ qualcuno? Difatti questa argomentazione sembra estranea all’economia del presente articolo, che si propone di ritrarre un quadro realistico della questione universitaria a valle della conversione dei testimoni di Geova. E invece no. Cio’ che si e’ riportato solleva infatti una domanda tanto lecita quanto imbarazzante per gli amanti del teorema che qui si demolisce, ovvero: per quale strano motivo tali (e tanti) uomini di scienza avrebbero desiderato abbracciare il credo di una confessione di fede che si descrive come retrograda e incline all’immobilismo culturale?

Testimoni di Geova e universita’: cosa suggerisce l’evidenza dei fatti?

L’osservazione diretta della realta’ nelle congregazioni dei testimoni di Geova conferma l’impostazione libertaria illustrata in questo articolo. Gli ‘apostati’ non hanno mai saputo fornire statistiche attendibili a sostegno della tesi (qua e la’ caldeggiata, e sottilmente razzista) per cui il tasso di istruzione fra i testimoni di Geova sarebbe in media piu’ basso di quello generale. La situazione reale delinea un ritratto sostanzialmente differente: il diploma superiore per esempio e’ “la norma” fra i testimoni delle ultime generazioni, anche quando e dove - come si e’ visto - non obbligatorio per legge.

Quello dell’istruzione universitaria e’ probabilmente, fra i campi decisionali per i quali vengono date ai testimoni di Geova istruzioni, consigli e orientamenti, quello nel quale i singoli - nonostante i predetti rilievi - mostrano di esercitare, all’atto pratico, la piu’ ampia liberta’ di condotta. E’ del tutto comune che i giovani testimoni di Geova si iscrivano all’universita’ dopo il conseguimento del diploma, e quando questo non avviene di solito e’ dovuto a puro disimpegno (disinteresse per la prosecuzione degli studi) e non e’ risultato di condizionamenti di sorta.

L’iscrizione all’universita’ non e’ vista come un ‘atto di mancanza di fede’ di per se’, purche’ (e’ naturale) chi vi opta mostri nel contempo uno spirito di zelo per il ministero cristiano e una piena disponibilita’ ad operare nelle attivita’ spirituali. Non e’ inusuale che giovani universitari, oltre a svolgere qualche forma di servizio continuo (come ‘pionieri ausiliari’ o ‘regolari’), siano nominati ‘servitori di ministero’ (diaconi) o ‘anziani’ (pastori di congregazione) durante il periodo di frequentazione dell’universita’, rivelando miseramente tutta la debolezza dell'assioma secondo il quale una scelta del genere porterebbe in automatico ad essere connotati nel gruppo come ‘esempi’ da non imitare. Ne’ si ha notizia di cristiani testimoni di Geova con privilegi di servizio che sarebbero stati rimossi dai propri incarichi di responsabilita’ con tale motivazione.

Cosi’, chi contesta questo punto finge evidentemente, e non troppo in buona fede, di ignorare che i testimoni di Geova contano fra le loro file innumerevoli laureati, ivi compresi notai, magistrati, dottori in medicina, agronomi, psicologi, matematici, commercialisti e docenti di ogni ordine e grado. Le principali sedi dell’Organizzazione dei testimoni di Geova in tutta la terra, da parte loro, si avvalgono della collaborazione di un elevato numero di laureati. Ingegneri e architetti sono impiegati nella progettazione di edifici adibiti al culto; medici, nella ricerca sulle terapie alternative alle emotrasfusioni o nelle operazioni di primo soccorso nei casi di emergenza (come per le calamita’ naturali); giuristi, negli uffici legali; informatici, nella fotocomposizione e nell’editoria; interpreti e linguisti, per il lavoro di traduzione delle riviste e di ricerca nello studio del codice biblico 23. Lo stesso Corpo Direttivo (la 'classe dirigente' di anziani esperti che, sotto la guida di Cristo, amministra le attivita’ dei testimoni di Geova a livello mondiale) ha annoverato nei decenni vari personaggi che avevano ricevuto un’istruzione superiore, dal secondo presidente dell'Organizzazione J.F.Rutherford, attivo a partire dal primo dopo guerra, che fu avvocato e giudice 24, al quarto, Frederick Franz, che aveva studiato latino e greco classico all’Universita’ di Cincinnati 25, passando per William Lloyd Barry (1916-1999), laureato in scienze 26.

J.F.Rutherford (1869-1942),

secondo presidente della Watchtower Society.

Laureato in legge, fu avvocato e giudice.

Per tirare le somme…

Si e’ dunque visto come l'Organizzazione dei testimoni di Geova riconosca i benefici della cultura secolare, incoraggiando i propri fedeli a perseguirla in modo equilibrato; come, pur additando i pericoli dell'istruzione universitaria (per delle ragioni che risultano, ad una attenta analisi, tutt'altro che inconsistenti o pretestuose), lasci ampia liberta’ di decidere individualmente in merito; come tale approccio misurato ed obiettivo trovi regolare rispondenza nell'osservazione reale.

Ci siamo gia’ chiesti, leggendo cosi’ tante e inequivocabili informazioni documentate, come mai un pugno di oppositori dei testimoni di Geova, che scrivono su Internet, e ogni tanto fanno capolino dai giornali o dalla televisione, persista ciononostante e con tanta veemenza a ritrarre un quadro a tinte fosche dell’organizzazione religiosa alla quale avevano scelto nel passato di aderire, sottolineandone una propensione immaginaria (e che, se provata, risulterebbe davvero autolesionistica) a propugnare l’ignoranza. Volendo escludere - per puro scrupolo - l’ipotesi piu’ immediata, quella della disonesta’ intellettuale, possiamo solo pensare che costoro tendano inconsciamente a rimuovere una realta’ di fatto che e’ pure del tutto palese ai loro occhi, in base a quell’anomalo processo mentale che gli psicologi definiscono della ‘dissonanza cognitiva’. E’ ben difficile che un tale tentativo di autoconvincimento sia foriero di serenita’ per chi si ostina a perseguirlo, e di sicuro non rende un buon servizio alla causa della verita’.

Note in calce

0 “I giovani chiedono… risposte pratiche alle loro domande”, “Svegliatevi!”, “La Torre di Guardia”, “I testimoni di Geova e l’istruzione”, “Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione?”, “I testimoni di Geova: Cosa dovete sapere”, “Annuario dei testimoni di Geova”, “Mantenetevi nell’amore di Dio”, “I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio” e “Il Ministero del Regno” sono editi dalla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania e, in Italia, dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.

1 I ‘pionieri’ sono testimoni di Geova che dedicano un numero prefissato di ore all’opera volontaria di evangelizzazione.

2 La Torre di Guardia del 01/08/1970, pag. 468.

3 Nella Svegliatevi! del 08/07/1987, a pag. 19, si parla in tono di disapprovazione di un giovane testimone il quale, contro il volere dei propri genitori, aveva interrotto gli studi universitari.

4 La Torre di Guardia del 01/11/1992, pag. 20.

5 Non esisterebbe tuttavia per un testimone di Geova nessun impedimento a frequentare una facolta’ universitaria di orientamento filosofico. Nella Svegliatevi! del 08/06/1981, a pag. 20, si puo’ leggere l’esperienza di un tdG laureato in filosofia che disserta fra gli altri di Kierkegaard, Wittgenstein, Kant e Hobbes. Dalla lettura dell’articolo si desume che egli termino’ gli studi universitari dopo aver fatto progresso come testimone di Geova.

6 Svegliatevi! del 22/04/1993, pag. 28.

7 Svegliatevi! del 22/07/1994, pag. 31.

8 Si puo’ anche notare come tale argomento (qui indicato come ‘problema educativo’) si incontri sempre piu’ raramente nella letteratura dell’Organizzazione dei testimoni di Geova dedicata all’istruzione superiore: l’ultimo riferimento chiaro risale solo al 1989.

9 Torre di Guardia del 15/08/1973, pag. 488.

10 Svegliatevi! del 22/01/1988, pag. 28.

11 I giovani chiedono… risposte pratiche alle loro domande, pag. 177.

12 Mantenetevi nell’amore di Dio, pag. 180.

13 Si osservi che questa esperienza, in cui e’ dichiarato inequivocabilmente che un pioniere regolare era anche studente universitario, e’ datata 1975, l’anno in cui, secondo gli apostati, la WTS avrebbe previsto “la fine del mondo” e che quindi (sempre nelle fantasiose insinuazioni apostate) sarebbe stato caratterizzato da un atteggiamento cieco e parossistico di astensione dalle attivita’ secolari.

14 Qualche esempio: sulla efficacia dei titoli di studio universitari ai fini lavorativi, si veda La Torre di Guardia del 01/10/2005 a pag. 29 (comprende citazioni da Newsweek, American Educator, The Futurist e dal Time); sulle ambizioni materialistiche, Svegliatevi! del 22/05/1988 a pag. 29 (New York Times); sul degrado morale, Svegliatevi! del 22/01/1982 a pag. 29 (fonti dell’universita’ di Harvard), Torre di Guardia del 15/05/1985 a pag. 19 (ministro USA della Pubblica Istruzione), Svegliatevi! del 22/09/1992 a pag. 14 (New Scientist, Boston Herald), Svegliatevi! del 22/09/1995 a pag. 28 (U.S. News & World Report).

15 Un ex-testimone di Geova dissidente, nel riportare tale citazione, ha scritto a proposito del supposto “divieto” (sic. Si e’ dimostrato qui come tale definizione sia fuori luogo) dell’Universita’: “sembra essere svanito come neve al sole” !

16 Nel medesimo articolo e’ riportato un ulteriore caso dello stesso tenore: “Avevo sempre respinto ogni idea religiosa e credevo in filosofie materialistiche e mondane. Ma improvvisamente sorse in me il desiderio di conoscere Dio. Conoscevo un testimone di Geova che andava all’universita’. Cosi’ andai da lui e gli chiesi cosa insegnava la Bibbia e quello che faceva lui come Testimone. Mi invito’ immediatamente alla Sala del Regno”.

17 Confrontare queste dichiarazioni con l'asserzione per cui agli universitari che iniziano a frequentare i testimoni di Geova sarebbe consigliato di interrompere gli studi.

18 Altra esperienza di carriera universitaria intrapresa nell’imminenza del ‘fatidico’ anno 1975 (vedi anche nota 13).

19 Si e’ detto che le narrazioni di tdG che hanno frequentato l’universita’ (dopo essere diventati Testimoni) sono innumerevoli. Altri riferimenti si possono leggere nei seguenti articoli: Ministero del Regno di 06/1973, pag. 4; Svegliatevi! del 08/07/1974, pag. 30; Torre di Guardia del 15/08/1974, pag. 487; Torre di Guardia del 01/09/1975, pag. 538; Torre di Guardia del 01/09/1978, pag. 28; Svegliatevi! del 08/02/1979, pag. 6; Annuario dei testimoni di Geova del 1980, pag. 13; Torre di Guardia del 01/01/1983, pag. 11; Torre di Guardia del 15/08/1991, pag. 11; Torre di Guardia del 15/01/1994, pag. 22; Torre di Guardia del 01/02/1994, pag. 21; Torre di Guardia del 15/03/2000, pag. 31; Torre di Guardia del 01/02/2001, pag. 30. Nella Torre di Guardia del 15/11/1996 a pag. 21 e’ riportata l’esperienza di un giovane che, dopo essersi battezzato come testimone di Geova, si laureo’ in medicina e divenne radiologo.

20 Come specificato, quello proposto non e’ che un elenco ridotto. Alcune vicende uniscono l’elemento dell’inversione di rotta nel cammino spirituale a quello della erudizione universitaria. Nella Svegliatevi! del 08/09/1993 a pag. 21 e’ narrata l’esperienza di un sacerdote cattolico, teologo e ricercatore di filosofia del diritto, che divenne testimone di Geova; nella Svegliatevi! del 22/06/2003 a pag.18 l’esperienza analoga di una ex-suora italiana laureata in teologia.

21 Questo scienziato si e’ convertito dopo aver ricevuto testimonianza da parte del connazionale Ondrej Kadlec, stimato farmacologo; quest’ultimo consegui’ peraltro la laurea in medicina dopo il suo battesimo come testimone di Geova.

22 Alcune esperienze di personalita’ del mondo della cultura che sono diventate testimoni di Geova sono pubblicate senza riferimenti precisi, probabilmente perche’ gli interessati hanno chiesto di rimanere anonimi. Un esempio e’ riportato nella Svegliatevi! del 08/03/1988 a pag. 19.

23 Un interessantissimo articolo contenuto nella Svegliatevi! del 22/06/1975, a partire da pag.13, cita decine di esempi di laureati che all’epoca lavoravano alla sede mondiale dei testimoni di Geova di New York.

24 I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio, pag. 67.

25 Torre di Guardia del 01/05/1987, pag. 23.

26 Torre di Guardia del 01/10/1999, pag. 16.