CRISTIANESIMO E OMOSESSUALITÀ: I testimoni di Geova sono omofobi?L'OMOSESSUALITA' NELLA PUBBLICAZIONI DEI TESTIMONI DI GEOVA


L’OMOSESSUALITÀ NELLE PUBBLICAZIONI DEI TESTIMONI DI GEOVA

Ecco, dunque, la posizione ufficiale dei testimoni di Geova sull’omosessualità: la seguente citazione sia sufficiente a riassumerle tutte.

Sulla questione dell’omosessualità oggi molti, perfino alcuni ecclesiastici, minimizzano. La Bibbia, però, non lascia dubbi al riguardo. Ci dice che Geova Dio fece l’uomo e la donna, e che secondo il suo proposito i desideri sessuali dovevano essere soddisfatti solo fra marito e moglie. (Genesi 1:27, 28; 2:24) Non sorprende, quindi, che la Bibbia condanni gli atti omosessuali. — Romani 1:26, 27.

Naturalmente molti diranno che la Bibbia è superata. […] Ma perché alcuni sono così pronti ad affermare una cosa del genere? Spesso perché il punto di vista della Bibbia è in contrasto con il loro. Respingono la Parola di Dio perché insegna qualcosa di diverso da quello che vogliono credere loro. Questo però non è un modo obiettivo di vedere le cose e la Bibbia ci incoraggia a mettere da parte una mentalità così prevenuta. Anzi, nella sua Parola, Geova Dio ci esorta a ricordare che i suoi comandamenti sono per il nostro bene. (Isaia 48:17, 18) Ed è piuttosto logico. Dopo tutto, chi altri meglio del nostro Creatore sa come siamo fatti? – Svegliatevi! 02/2007 pp.28, 29.

Il verdetto è di condanna; la base, come argomentato nel capitolo precedente, è scritturale; l’accusa di pregiudizio è restituita al mittente, definendo come ‘prevenuta’ la mentalità di chi minimizza il peso dell’autorità biblica considerandola come inattuale o retrograda.

Le diverse critiche mosse a tale convincimento potrebbero essere riassunte e schematizzate in cinque serie principali:

1. nelle pubblicazioni WTS ricorrerebbero dichiarazioni omofobe;

2. le tendenze omosessuali sarebbero condannate di per sé stesse;

3. la WTS descriverebbe l’omosessualità come una ‘malattia’ dalla quale si può ‘guarire’;

4. le affezioni sessuali sarebbero indicate come flagello divino contro i gay;

5. gli omosessuali dichiarati sarebbero ostracizzati.

Le riproponiamo di seguito, accompagnate dalle rispettive confutazioni.

1. I commenti della Watch Tower tradiscono derive omofobe?

Omosessuali come persone da rispettare e aiutare

Che la tolleranza nei confronti di orientamenti sessuali ‘eterodossi’ sia un fenomeno recente è risaputo. Ci si può quindi giustamente meravigliare del fatto che, già negli anni ’70 e ’80, le pubblicazioni dell’Organizzazione di Geova, pur disapprovando senza possibilità di equivoco le pratiche omosessuali, denotassero uno stile più che sobrio e una mentalità del tutto aperta su tale delicato argomento. Le seguenti citazioni (che sono state scelte deliberatamente fra le più datate) ne costituiscono una prova:

In certi casi, a causa della natura del suo passato, è comprensibile che l’individuo non riesca per molti anni, forse mai in questo presente sistema di cose, a eliminare tutti gli effetti emotivi, fisici e sociali dell’omosessualità. Ma non si dovrebbe mai rinunciare alla lotta. Se il progresso a volte sembra lento, persistete e confidate nello spirito di Geova; col tempo questo darà buoni risultati. – Torre di Guardia 1/2/1975 p.73.

Le Sacre Scritture sono molto chiare. Sebbene molti cerchino di giustificare l’omosessualità, i fatti esposti nelle Scritture parlano da sé. Non è logico che il Creatore dell’uomo sappia ciò ch’è meglio per lui? Non dovremmo rivolgerci alla Fonte della vita per sapere come vivere in modo da avere la sua approvazione? Nel corso degli anni i testimoni di Geova hanno avuto il privilegio di aiutare un buon numero di omosessuali a intraprendere una vita più felice, per comportarsi nel modo approvato da Dio. Anche voi potete ricevere questo aiuto. – Svegliatevi! 8/11/1980 p.23.

Gli omosessuali che vogliono servire Dio devono accettare le sue condizioni, condizioni che sono chiaramente esposte nella Bibbia. Oggi, come nel I secolo, ci sono omosessuali che sono stati aiutati a ‘far morire le membra del loro corpo rispetto a fornicazione, impurità e appetito sessuale’. (Colossesi 3:5) Certo per alcuni questo non è stato facile, ma hanno imparato a far morire i loro desideri immorali allo stesso modo in cui molti eterosessuali han dovuto far morire i loro desideri errati nei confronti dell’altro sesso. Persone di entrambi i gruppi sono state aiutate anche frequentando regolarmente la vera congregazione cristiana, che può assisterli nel raggiungimento del loro obiettivo di ‘ripudiare l’empietà e i desideri mondani e vivere con giustizia e santa devozione’. — Tito 2:12. – Svegliatevi! 8/9/1989 p.13. [NOTA 35]

In tempi non sospetti, dunque, i gay erano trattati con la dignità e il riguardo che si riconoscono a delle persone da amare e rispettare come tutte le altre. L’atteggiamento prevalente, lo stesso che si riscontra oggi tra i testimoni di Geova e nella loro letteratura, era quello di recuperarli al favore divino, proprio in quanto uomini e donne perfettamente in grado di riscuotere l’approvazione di Geova come tutti gli altri esseri umani imperfetti.

È solo ovvio, per quanto detto nel capitolo precedente, che tale recupero passasse per un’inversione di rotta rispetto alla pratica omosessuale. Un approccio, certo, distante anni luce dal contegno (‘liberale’ o ‘compiacente’, secondo i punti di vista) che si andava parallelamente affermando nelle società civilizzate, sempre più orientato a considerare la ‘natura gay’ come congenita e da accettare serenamente, se non da incoraggiare; ma anche, senza dubbio, un approccio positivo e del tutto spoglio di pregiudizi.

Il medesimo equilibrio si riscontra in citazioni più recenti. Ad esempio:

A partire dagli anni ’60, quando l’omosessualità cominciò a essere praticata più apertamente, molte chiese discussero il problema, poi accolsero gli omosessuali nelle loro file. Adesso alcune chiese conferiscono ordini sacri a omosessuali. Per aiutare le persone sincere che facevano delle domande al riguardo, le pubblicazioni dei testimoni di Geova trattarono anche questi problemi. Ma i Testimoni non hanno mai avuto dubbi sul come vada considerata l’omosessualità. Perché no? Perché non ritengono che i consigli della Bibbia siano semplicemente opinioni di uomini d’altri tempi. (1 Tess. 2:13) Sono lieti di tenere studi biblici con omosessuali, affinché questi possano imparare a conoscere ciò che Geova richiede; persone del genere possono assistere alle adunanze dei Testimoni per ascoltare, ma nessuno che continua a praticare l’omosessualità può diventare testimone di Geova. — 1 Cor. 6:9-11; Giuda 7. – I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio, pag. 174, 175.

Non scoraggiarti troppo se i sentimenti sbagliati persistono. Dio comprende il tuo stato d’animo ed è compassionevole con chi lotta per servirlo. (1 Giovanni 3:19, 20) Nel nuovo mondo l’umanità sarà guarita da tutti i mali che ci affliggono. (Rivelazione 21:3, 4) Nel frattempo,

confida in Dio e combatti i desideri sbagliati. (Galati 6:9) Con il tempo e con sforzi decisi, forse anche i desideri sbagliati potranno diminuire. – Svegliatevi! 22/3/1995 pag. 22.

I cristiani non dovrebbero trattare tutti con rispetto, al di là del loro orientamento sessuale? Certo. La Bibbia afferma: “Onorate uomini di ogni sorta”. O come dice la versione Parola del Signore: “Rispettate tutti”. (1 Pietro 2:17) Pertanto, i cristiani non sono omofobi. Mostrano considerazione per tutti, inclusi i gay. — Svegliatevi! 12/2010 pag.23. [NOTA 36]

Particolarmente degno di nota l’articolo “I cristiani dovrebbero odiare gli omosessuali?”, del 1997, che si può considerare una ‘pietra miliare’ del genere.

Omosessuali e individui sospettati di omosessualità sono spesso il bersaglio di osservazioni sprezzanti, molestie e violenza. Persino capi religiosi hanno manifestato simile ostilità. Alcuni hanno ingaggiato quella che potrebbe sembrare una guerra personale contro gli omosessuali. Prendete, per esempio, i commenti di un vescovo della Chiesa Ortodossa Greca trasmessi recentemente dalla radio nazionale greca. Egli ha dichiarato: “Dio brucerà per sempre gli omosessuali nella pece infuocata dell’inferno. Le grida delle loro bocche ripugnanti risuoneranno per tutta l’eternità. I loro corpi perversi subiranno un tormento insopportabile”. È proprio vero? Cosa pensa Dio degli omosessuali?

La Bibbia non richiama in modo particolare l’attenzione sugli omosessuali come gruppo che i cristiani debbano ostracizzare o odiare. Per di più non insegna che Dio punirà gli omosessuali — né qualsiasi altra creatura — bruciandoli per sempre in un inferno di fuoco. — Confronta Romani 6:23. […]

Alcuni potrebbero anche provare un più forte senso di avversione o disgusto per l’omosessualità che per altri tipi di immoralità, considerando l’omosessualità un’innaturale perversione sessuale. Tuttavia, i cristiani dovrebbero odiare gli individui che praticano queste cose? […]. Noi non possiamo leggere il cuore. (Geremia 17:9, 10) Sarebbe sbagliato presumere che un uomo o una donna sia un incorreggibile nemico di Dio perché pratica cose sbagliate. In molti casi i trasgressori semplicemente non conoscono le norme di Dio. Quindi, generalmente parlando, i cristiani non si affrettano a odiare altri esseri umani. Anche se provano un forte senso di avversione per certi stili di vita, non cercano di fare del male ad altri, né provano rancore o astio verso di loro. Anzi, la Bibbia consiglia ai cristiani di essere “pacifici con tutti gli uomini”. — Romani 12:9, 17-19. […] In armonia con ciò i cristiani non fanno bersaglio di ostilità, scherni o molestie né omosessuali, né nessun altro. I veri cristiani considerano gli altri esseri umani potenziali discepoli di Cristo, e li trattano in modo rispettoso e dignitoso. La Bibbia dice: “Questo è eccellente e accettevole dinanzi al nostro Salvatore, Dio, il quale vuole che ogni sorta di uomini siano salvati e vengano all’accurata conoscenza della verità”. — 1 Timoteo 2:3, 4. […]

Gli omosessuali […] possono fare cambiamenti radicali nel proprio modo di pensare e di comportarsi, e molti sono effettivamente riusciti a compiere questa trasformazione. […] I cristiani accolgono chi si pente, di qualunque tipo di persona si tratti. Dopo essersi lasciati alle spalle le pratiche immorali, quali che fossero, tutti possono godere appieno i benefìci del perdono di Dio perché “Geova è buono verso tutti, e le sue misericordie sono su tutte le sue opere”. — Salmo 145:9.

I cristiani sono pronti a offrire il necessario sostegno spirituale anche a coloro che lottano ancora con tendenze omosessuali. Questo è in armonia con l’esempio di amore manifestato da Dio stesso, poiché la Bibbia dice: “Dio ci raccomanda il suo proprio amore in quanto, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo morì per noi”. — Romani 5:8. – Svegliatevi! 8/12/1997 pag. 13, 14.

Questione gay: nessuna ingerenza nei pronunciamenti governativi

Vi sembrano commenti ispirati da discriminazione o fanatismo intollerante? Francamente, viene da qualificare come ‘fanatico’ proprio chi cerca di ascrivere queste parole ad una matrice razzista, specie se le si raffronta a commenti – anche recenti – di autorevoli prelati cattolici (si veda in proposito l’appendice) o di altre confessioni religiose.

Un ultimo, doveroso rilievo di carattere giuridico. Secondo alcuni, le interferenze della cristianità nelle proposte di legalizzazione dei matrimoni gay (e questioni affini: tutele economiche delle coppie di fatto, eredità, adozioni) si configurerebbero come reazioni omofobe. Che si condivida tale valutazione o meno, una cosa è certa: all’organizzazione di Geova non potrà mai essere addebitata una colpa simile. Le pubblicazioni della WTS sull’omosessualità, come del resto su qualunque altra pratica di peccato, pongono l’accento sulla facoltà di ciascun individuo di decidere dalla propria vita (è la famosa dottrina del “libero arbitrio”). Oltre a ciò, la posizione di condanna assunta dai testimoni di Geova non dipende in alcun modo da rilievi di carattere sociale o antropologico o comunque extrascritturali; e infine la nota posizione di neutralità dei testimoni di Geova stronca sul nascere qualunque possibilità di ingerenza politica.

E non è una precisazione superflua: all’opposto, la Chiesa Cattolica nel 1992 dichiarava: “non vi è un diritto all’omosessualità, che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali”. [NOTA 37] In occasione delle elezioni presidenziali del Nicaragua, la Conferenza Episcopale Nicaraguese ha chiesto che nel nuovo Codice Penale “si mantenga l’articolo 204 vigente che si riferisce alla sodomia”, che prevede la reclusione fino a 3 anni. “Abbiamo constatato una campagna internazionale diretta a dare legittimazione alle relazioni omosessuali, incluso la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Per questa ragione, è indispensabile che Voi proteggiate la famiglia composta da padre, madre e figli, nucleo fondamentale della società nicaraguense”. [NOTA 38] Ancora, nel 2008 Celestino Migliore, al tempo osservatore permanente della Santa Sede presso l’ONU, ha bocciato senza appello il progetto francese di depenalizzazione universale dell’omosessualità, sostenendo che tale mitigazione avrebbe creato “nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”. [NOTA 39] E il cardinale Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, dopo che nel 2009 un giudice del suo paese aveva ordinato al Registro Civile di celebrare l’unione tra due uomini, ha definito le nozze gay “assolutamente illegali” aggiungendo che il governo argentino “ha mancato gravemente al suo dovere”. [NOTA 40]

2. La natura omosessuale è stigmatizzata in sé? Persone con sentimenti omosessuali possono, cioè, essere testimoni di Geova?

Un’analisi puntuale delle pubblicazioni induce onestamente a rispondere nel modo più sintomatico a tali domande retoriche: rispettivamente ‘no’ e sì’. Il migliore riscontro è dato dal seguente brano dal libro Ragioniamo (la cui prima edizione risale al 1985) intitolato “Cosa pensano i veri cristiani di coloro che hanno avuto precedenti omosessuali?”

I veri cristiani sanno che anche desideri profondamente radicati, inclusi quelli che possono avere una base genetica o che implicano cause fisiche o fattori ambientali, non sono ostacoli insormontabili per chi desidera veramente piacere a Geova. Alcuni per natura sono molto emotivi. Forse un tempo avevano incontrollati accessi d’ira; ma, grazie alla conoscenza della volontà di Dio, al desiderio di piacergli e all’aiuto del suo spirito, sono riusciti a coltivare la padronanza di sé. Uno può essere alcolizzato, ma, con la giusta motivazione, può astenersi dal bere e non diventare così un ubriacone. In modo analogo, qualcuno può sentirsi fortemente attratto da persone dello stesso sesso, ma prestando ascolto ai consigli della Parola di Dio può mantenersi puro da pratiche omosessuali. (Vedi Efesini 4:17-24). Geova non ci permette di continuare a pensare che la condotta errata non faccia poi gran differenza; benevolmente ma con fermezza ci avverte delle conseguenze e provvede tutto l’aiuto necessario a coloro che desiderano ‘spogliarsi della vecchia personalità con le sue pratiche, e rivestirsi della nuova personalità’. — Col. 3:9, 10. – Ragioniamo facendo uso delle Scritture, pag. 353, 354.

Da un lato, dunque, non si esclude la possibilità di ricondurre i desideri omosessuali a cause genetiche o ambientali; dall’altro si riconosce che le persone con tali tendenze possono essere parte della congregazione cristiana, a patto di esercitare padronanza di sé. Proponiamo una raccolta di altre citazioni dello stesso tono:

Chi fa progresso nel desiderio di piacere a Dio non deve scoraggiarsi se non riesce immediatamente a liberare la sua mente e i suoi sentimenti da tutti i cattivi pensieri e le cattive emozioni. Deve però continuare a combattere, traendo incoraggiamento dal fatto che anche l’apostolo Paolo confessò di non essere capace di fare pienamente ciò che voleva fare. Ma non smise di lottare. – Torre di Guardia 1/11/1970 pag. 668.

Perché non cambiare condotta come quegli omosessuali del primo secolo e godere veramente la vita? Tutti coloro che desiderano proprio portare un cambiamento morale nella loro vita e metterla in armonia con la volontà di Dio per trovare la vera felicità sono invitati dagli editori di questa rivista a mettersi in contatto con i testimoni di Geova. Essi vogliono aiutarvi a conoscere come ‘avere la vita e averla in abbondanza’. — Giov. 10:10. – Svegliatevi! 8/12/1976 pag. 12.

L’omosessualità include il DESIDERIO [NOTA 41] sessuale per individui del proprio sesso. Tuttavia la Bibbia distingue fra la pratica di ciò che è male e i desideri o le inclinazioni peccaminose. Questi desideri possono essere presenti nonostante gli energici sforzi per sradicarli dalla mente e dal corpo. Possono esserci fratelli o sorelle cristiani che, a causa dell’ambiente in cui sono vissuti e forse di altri fattori, provano occasionalmente il desiderio di avere rapporti sessuali con individui del loro stesso sesso. Ma combattono questo desiderio innaturale di ispirazione demonica, e non cedono. Perciò non sono persone che praticano l’omosessualità. Tengono sotto controllo i loro pensieri, sapendo che se si lascia divenire fertile un desiderio errato, esso si tradurrà inevitabilmente in azioni errate. — Giacomo 1:14, 15; Colossesi 3:5-10. Ciò che Dio condanna nella Bibbia […] è l’“attività erotica” o “comportamento sessuale” con una persona del proprio sesso. – Torre di Guardia 15/11/1983 pag. 26. [NOTA 42]

I cristiani del primo secolo non consideravano l’omosessualità come qualcosa di normale, come potevano esserlo gli occhi azzurri o la pelle scura. Quando donne omosessuali mutavano “il loro uso naturale in uno contro natura”, e uomini omosessuali facevano “ciò che è osceno” gli uni con gli altri, per quei cristiani equivaleva a coltivare “vergognosi appetiti sessuali”. — Romani 1:26, 27.

Ma come avviene con altri appetiti impuri e desideri dannosi, le tendenze omosessuali si possono dominare e anche vincere, dato che fanno parte della vecchia personalità di cui ci si deve spogliare. Nella congregazione di Corinto c’erano alcuni che erano stati omosessuali, e altri che erano stati ladri, avidi, ricattatori, ubriaconi, adulteri e idolatri. Eppure tutti questi erano cambiati. Erano stati “lavati . . . santificati . . . dichiarati giusti”. — I Corinti 6:9-11; Colossesi 3:5-11. –

Svegliatevi! 22/3/1984 pag. 5.

A prescindere dalla causa, la cosa importante da comprendere è che la Bibbia condanna gli atti omosessuali. Pertanto, chi sta lottando contro desideri omosessuali ha davanti a sé un obiettivo raggiungibile: può decidere di non agire dietro la spinta di questi desideri. Facciamo un esempio. Qualcuno potrebbe essere “incline al furore”. (Proverbi 29:22) In passato può essersi lasciato andare, dando in escandescenze. Dopo aver studiato la Bibbia, però, si rende conto di dover coltivare la padronanza di sé. Significa questo che non si sentirà mai più ribollire di rabbia? No, ma dato che sa cosa dice la Bibbia sull’ira incontrollata si rifiuta di farsi sopraffare dai suoi sentimenti. Lo stesso vale per qualcuno che si sentiva attratto da una persona del suo stesso sesso e che ora ha appreso cosa dice la Bibbia delle pratiche omosessuali. In certi momenti potrebbe ancora provare un desiderio sbagliato, ma seguendo i consigli della Bibbia può evitare di agire spinto da quel desiderio. È vero che i desideri omosessuali possono essere fortemente radicati. Puoi star certo, però, che anche desideri errati con radici profonde si possono estirpare. (1 Corinti 9:27; Efesini 4:22-24) In ultima analisi, sei tu ad avere il controllo sul tuo modo di vivere. (Matteo 7:13, 14; Romani 12:1, 2) E anche se c’è chi dice il contrario, sappi che si può imparare a controllare i propri impulsi, o perlomeno a non agire dietro la loro spinta. – Svegliatevi! 02/2007 pag. 29.

La Bibbia non parla dell’omosessualità dal punto di vista biologico, pur riconoscendo che certe caratteristiche possono essere profondamente radicate. (2 Corinti 10:4, 5) Anche se alcuni provano attrazione per persone dello stesso sesso, la Bibbia dice ai cristiani di rigettare gli atti omosessuali”. – Svegliatevi! del 12/2010, pag.23.

Condannato l’atto omosessuale, non la tendenza

Risulterà già chiaro a questo punto come la WTS, specie negli ultimi anni, abbia sottolineato l’erroneità di una condotta piuttosto che di una inclinazione; i desideri omosessuali possono essere molto radicati, l’importante, per chi desidera ottenere e conservare l’approvazione di Geova è ‘mortificarli’ al fine di evitare ogni tentazione di tramutare tali desideri in realtà.

Purtroppo, il cronico malcostume della pedanteria, tipico di un certo campione di apostati dei testimoni di Geova, ha fatto (su questo tema come su altri) le sue immancabili vittime in termini di farisaici sofismi e leziosità assortite. Si pretenderebbe ad esempio che la Società condannasse la pratica omosessuale, ma salvandone integralmente l’orientamento, come se fosse ammissibile (o anche solo logico) ritenere che azioni peccaminose traggano origine da pensieri puri e moralmente irreprensibili. Ma è solo naturale che, nel credo dei testimoni, i pensieri omosessuali siano errati di per sé, e che ai fedeli che ne sono in balia sia caldamente esortato di respingerli già a livello mentale, cosa che da un lato garantisce un’ottima protezione dal rischio di intraprendere una pratica ritenuta condannata da Geova, dall’altro annulla (o contiene entro limiti accettabili) l’inevitabile tormento che deriverebbe dal fantasticare su emozioni che non si possono tradurre liberamente in atto. Con la stessa logica si può argomentare che, sebbene il possedere istinti omicidi sia ovviamente meno grave del commettere un ‘vero’ assassinio, tali istinti siano riprovevoli di per sé stessi e vadano quindi estirpati.

Il fatto che le tendenze gay siano connaturate all’individuo non decide del loro grado di liceità (si veda il già citato esempio dell’alcolista); intenzioni, stati d’animo, lusinghe e impulsi possono essere ‘vinti’ o repressi per amore di Dio e della sua espressa volontà. In larga misura essi possono permanere, e talora farsi sentire con veemenza, nonostante gli sforzi sinceri dell’individuo di arginarli, ma esiste in lui la facoltà di intraprendere una lotta costante, tenace e consapevole e di trarre beneficio dalla coscienza pura che Geova gli dona in cambio. Non c’è ragione di ritenere ‘crudele’ la richiesta di inibire tali sensazioni, non più di quanto lo sia il pretendere, come fanno le Scritture, che tutti i cristiani non sposati si astengano dai rapporti sessuali (1 Tessalonicesi 4:3-8): e c’è chi per scelta, o per necessità, o ancora per mancanza di valide occasioni, rimane in questa condizione per tutta la vita. Questo genere di astinenza trova peraltro rispondenze in vari ambienti: com‘è noto, si esige la castità dai sacerdoti cattolici, per i quali vige l’obbligo del celibato ecclesiastico; si tratta anche in questo caso di una scelta adottata dall’individuo nella convinzione che il Signore potrà alleviare le eventuali pene derivanti da tale sacrificio, deliberatamente perseguito. L’ideale a cui si tende, in ultima analisi, non è certo uno stravolgimento dei propri gusti sessuali, ma la castità. [NOTA 43]


3. Le pubblicazioni dei testimoni di Geova descrivono l’omosessualità come una malattia? Suggeriscono l’idea che un omosessuale possa ‘guarire’ e ‘diventare eterosessuale’?

Gli psicologi indagano origini e cause dell’orientamento omosessuale

Non c’è negli scritti della Società alcuna “ambizione” di mutare la natura omosessuale in eterosessuale, nonostante gli squallidi tentativi di qualche dissidente di dimostrare il contrario. E questo malgrado il fatto, che piaccia o meno, che la questione dell’orientamento sessuale sia ancora molto dibattuta, e tutt’altro che risolta, fra gli esperti nelle scienze mediche, antropologiche, psicologiche. La domanda di fondo è: omosessuali si nasce o si diventa? L’omosessualità è ‘scritta’ nei geni, o è un comportamento acquisito, o ancora un mix di entrambi i fattori? Negli anni sono state riportate svariate testimonianze al riguardo; spesso si tratta di dichiarazioni rilasciate da studiosi e dagli stessi omosessuali. Ad esempio:

Il dott. Martin Goldberg, professore aggiunto di psichiatria clinica presso la Scuola di Medicina dell’Università della Pennsylvania, scrive in Consultant del marzo 1972 che alcuni ‘fatti’ da molto tempo accettati sugli omosessuali in realtà sono miti. Uno di questi è che gli omosessuali siano di solito uomini. Un’altra supposizione è che l’omosessualità sia causata da qualche disturbo organico od ereditario. Ma il dott. Goldberg dichiara: “Per quello che so, non è stata stabilita nessuna convincente prova di una vera causa organica od ereditaria . . . La maggioranza dei moderni psichiatri considera l’omosessualità come un modello di comportamento che si acquista”. — Svegliatevi! dell’8/11/72, pag. 29.

Gli esperti sono quasi tutti d’accordo: la precisa causa dell’omosessualità è sconosciuta. (…) Darrel Johnson, che scrive per la rivista Gay-Vue, mostra che è così: “La persona ha evidentemente la possibilità di conformarsi a uno qualsiasi o a tutti i modelli sessuali. Per tale motivo, a un certo punto nel corso della vita finisce per sceglierne uno”. Warren Blumenfeld, coordinatore del Centro degli studenti omosessuali degli U.S.A., paragona addirittura la scelta fra i “modelli sessuali” all’acquisto di un’automobile; egli dice: ‘A qualcuno piace la Cadillac, a un altro una macchina sportiva’. — Svegliatevi! dell’8/12/76, pag. 11, 12.

L’omosessualità non è una malattia o un disturbo psicofisico congenito, bensì un ‘comportamento appreso’ che nella grande maggioranza dei casi può essere ‘disimparato’. “Lo affermano i due noti sessuologi americani William Masters e Virginia Johnson, dopo uno studio di oltre 15 anni su 300 soggetti omosessuali di ambo i sessi” in un loro libro di imminente pubblicazione. Essi affermano che, perché il loro trattamento psichiatrico di alcune settimane abbia successo nei soggetti omosessuali, “il desiderio di cambiare è molto importante”. — Svegliatevi! dell’8/3/80, pag. 29.

Un volume di aggiornamento dell’Encyclopædia Britannica riferisce: “Non è stato però identificato nessun gene specifico che predisponga all’omosessualità, e il lavoro fatto finora dovrà essere confermato da altri”. (1994 Britannica Book of the Year) In più, la rivista Scientific American osserva: “I comportamenti umani sono assai difficili da definire e, in pratica, ciò che si vuol fare risalire a una base genetica si può spiegare come effetto di fattori ambientali”. — Svegliatevi! del 22/3/95, pag. 8.

Un bollettino medico della Harvard University (The Harvard Medical School Mental Health Letter) sostiene: “È estremamente improbabile che i livelli ormonali prenatali influenzino . . . la sessualità umana.” — Svegliatevi! dell’8/2/95, pag. 15, 16.

L’articolo cita […] le parole del dott. Richard Pillard: “Ritenere che l’orientamento sessuale abbia una componente genetica è come dire: ‘Non è una colpa, e tanto meno colpa tua’”. Rafforzando ulteriormente questo argomento dell’“assenza di colpa”, Frederick Whitam, ricercatore in materia di omosessualità, fa notare che “la gente, quando si sente dire che l’omosessualità ha una base biologica, in genere tira un sospiro di sollievo. Le famiglie e gli omosessuali vengono sollevati dai sensi di colpa. Questo significa anche che la società non deve preoccuparsi se, ad esempio, gli insegnanti sono gay”.

A volte le cosiddette prove secondo cui le tendenze omosessuali sarebbero determinate da fattori genetici vengono presentate dai mezzi di informazione come se fossero concrete e decisive anziché speculative e insufficienti. La rivista New Statesman & Society modera l’entusiasmo generato da alcuni slanci retorici: “Il lettore, confuso, può aver facilmente trascurato la frammentarietà delle prove concrete, o addirittura la totale assenza di un fondamento per l’affermazione scandalosa sotto il profilo scientifico secondo cui la promiscuità sarebbe ‘codificata nei geni maschili e cablata nei circuiti cerebrali maschili’”. In un libro sul codice genetico David Suzuki e Joseph Levine esprimono la propria preoccupazione per le attuali ricerche in campo genetico: “Se da una parte è possibile sostenere che i geni influiscono sul comportamento in senso generale, dimostrare che uno specifico gene — o una coppia di geni, o anche un gruppo di geni — controlli effettivamente aspetti specifici delle risposte di un animale al suo ambiente è tutt’altra cosa. A questo punto è lecito chiedere se qualcuno ha mai trovato, nel senso stretto di localizzare e manipolare a livello molecolare, qualche tratto di DNA che influenzi comportamenti specifici in maniera prevedibile”. — Cracking the Code. — Svegliatevi! del 22/9/96, pag. 5.

Le correnti di pensiero improntate a demolire l’idea secondo cui l’omosessualità sarebbe congenita e non dipenderebbe da fattori ambientali sono tuttora molto diffuse. Ne è convinto ad esempio il noto psicologo italiano Willy Pasini, che solo pochi anni fa scriveva:

Ritengo che il crescente aumento del fenomeno dell’omosessualità maschile e femminile possa essere spiegata alla luce di alcune considerazioni di tipo socio-psicologiche. Innanzitutto, nelle famiglie di origine non c’è più il modello tradizionale, con un padre molto maschile e una madre molto femminile. Inoltre, l’ambiguità sessuale «piace», è diffusa e legalizzata, sia nella moda che nei personaggi più trendy del mondo dello spettacolo… Quindi la scelta omosessuale (sia maschile che femminile) è sempre più diffusa e tollerata. Non solo. Per alcune donne, scegliere una coppia omosessuale funziona da «rinforzo» dell’autostima, soprattutto per quelle che dipendevano dal desiderio maschile o che vivevano in un ambiente fortemente maschilista.…La mancanza di autostima e di fiducia in sé può portare alcuni uomini ad accarezzare la fantasia (che fa paura e rassicura al tempo stesso) di essere gay. Questo tipo di scelta, in realtà, serve ad evitare loro di trovarsi in situazioni perdenti con l’altro sesso. [NOTA 44]

1980: “L’omosessualità non è una malattia…”

Va detto però che la Società non ha ‘cavalcato’ più di tanto l’assenza di unanimità nel mondo scientifico sul tema dell’origine delle pulsioni omosessuali; anzi, si può onestamente affermare che non prenda al riguardo nemmeno una netta posizione. Nella letteratura recente non è mai incoraggiata l’idea secondo cui l’omosessualità sia una scelta consapevole, allo scopo di configurarla come una ‘colpa’ deliberata. Si considerino le seguenti dichiarazioni, che appaiono di tutt’altro tenore:

Le cause dell’omosessualità sono complesse […] in molti casi non si possono trovare spiegazioni semplici. Ad ogni modo, qualunque sia la causa che ha provocato un modo di pensare distorto, si può far molto per correggerlo. — Svegliatevi! del 22/03/95, pag. 22

Siamo vicini a chi lotta contro i propri impulsi sessuali. Come faceva notare l’articolo, le cause di questi problemi possono essere complesse. — Svegliatevi! del 22/07/04, pag. 30

Alcuni dicono che l’omosessualità è una questione genetica. Altri affermano che è un comportamento acquisito. Lo scopo di questo articolo non è di entrare nel merito del dibattito su quanto incidono i fattori ereditari e quanto quelli ambientali. In effetti, attribuire l’omosessualità a un’unica causa sarebbe una grossolana semplificazione. L’omosessualità, al pari di altri comportamenti, sembra essere qualcosa di molto più complesso. – Svegliatevi! 02/2007 pag. 29.

Anche la lettura ‘patologica’ dell’omosessualità, cioè come di una malattia mentale, non è mai stata perseguita; già negli anni ’80 venivano riportate citazioni di ricercatori (il cui punto di vista, per quei tempi, doveva apparire ‘pionieristico’ presso la pubblica opinione) orientati ad abbandonare tale veduta:

“Gli omosessuali non sono malati” – Sotto questa intestazione, un articolo apparso su La Sicilia del 12 giugno 1979 dichiarava: “L’omosessualità non è una malattia o un disturbo psicofisico congenito” […] Lo affermano i due noti sessuologi americani William Masters e Virginia Johnson. — Svegliatevi! dell’8/3/80, pag. 29.

Un tempo gli esperti di igiene mentale consideravano l’omosessualità una malattia. Ma non aveva lo stesso Freud affermato che il comportamento omosessuale “non si può classificare tra le malattie”? Nel 1973 il consiglio di amministrazione dell’Ordine degli Psichiatri Americani dichiarò che “l’omosessualità . . . di per se stessa non costituisce necessariamente un disturbo mentale”. – Svegliatevi! del 22/03/84, pag. 5.

Neppure questa puntualizzazione dev’essere data per scontata: all’opposto, infatti, certi ecclesiastici della cristianità non si sono fatti scrupolo di sostenere questa tesi preconcetta, o quanto meno di qualificare la condizione omosessuale come una ‘tara’ di natura psicologica. Ad esempio mons. Paolo Rigon, Vicario Giudiziale della diocesi di Genova, ha parlato della necessità di una “cura” dell’omosessualità attraverso il ricorso alla psicoterapia, e anche in fretta, poiché l’omosessualità “incancrenita” non è superabile. [NOTA 45] Ha destato scalpore anche la nascita, specie negli USA, di certi gruppi, in seno sia al cattolicesimo che al protestantesimo, che propugnano la cosiddetta ‘pedagogia trasformazionale’: secondo quest’ultima si porrebbe ‘rimedio’ all’orientamento omosessuale obbligandosi a relazionarsi affettivamente con persone del sesso opposto e spingendosi a tal fine sino al matrimonio e alla procreazione. [NOTA 46]

Il logo di due controverse associazioni protestanti che propugnano la ‘pedagogia trasformazionale’ per i gay (Living Waters e Desert Stream).

Più ancora delle convinzioni ‘dotte’, diseguali e incostanti nel tempo, i testimoni di Geova sono interessati all’epresso parere della Parola di Dio, che in 1 Corinti 6:9, 10, citando il caso di alcuni cristiani con un passato omosessuale, dice fra l’altro: “Questo eravate alcuni di voi. Ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati dichiarati giusti nel nome del nostro Signore Gesù Cristo e con lo spirito del nostro Dio”. Fatto interessante, nelle pubblicazioni dei testimoni di Geova è possibile leggere svariate esperienze di omosessuali attivi e dichiarati che hanno impresso profondi mutamenti alla propria vita dopo aver conosciuto Geova, il suo amore, la sua volontà e i suoi propositi. Da notare che diversi degli intervistati sembrano attestare il fatto che la propria omosessualità non avesse avuto una connotazione genetica, ma affondasse le radici nel proprio retaggio familiare e culturale; tutti ad ogni modo affermano di essere riusciti col tempo a dominare (e non ovviamente a modificare) le proprie inclinazioni, e qualcuno addirittura di essersi sposato.

Riportiamo una selezione di tali esperienze.

• “ERO OMOSESSUALE dall’età di otto anni; quando compii i ventitré anni ero assolutamente, indubitabilmente schiavo della mia carne. […] Ricordo ancora almeno 150 maschi coi quali mi abbandonai ripetutamente a ogni specie di perversione sessuale.

Segretamente sapevo che l’omosessualità era sbagliata. E alcuni anni fa, quando fui invitato a un’adunanza dei testimoni di Geova, cominciai a rinsaldare questa convinzione circa l’errore del comportamento omosessuale. Per di più, mi piaceva quello che udivo dai Testimoni. L’idea di vivere per sempre in una terra paradisiaca mi attraeva realmente. Era così piacevole, così confortante. Mi ero sempre chiesto perché il mondo è così com’è, con tanto odio, avidità ed egoismo. Mi chiedevo che speranza c’era per il futuro. I testimoni di Geova mi diedero le risposte. Ma neppure con ciò cambiai immediatamente la mia vita di omosessuale; sapevo che sarebbe stato difficile, perché mi piaceva moltissimo. […]

In seguito ci ricaddi. Ma non mi diedi per vinto. Detestavo ciò che avevo fatto e presi una più ferma risoluzione di non praticare di nuovo l’immoralità. Pochi probabilmente riusciranno a capire la lotta che sostenni, la tremenda agonia, giorno e notte, mentre la ‘carne’ implorava la soddisfazione sessuale. Col tempo vinsi la lotta, ma non con le mie proprie forze. Mi rivolsi continuamente a Dio in preghiera e gli chiesi il suo aiuto, ed egli effettivamente mi aiutò. Comunque, agii in armonia con le mie preghiere. […] Col tempo abbandonai completamente ogni pratica omosessuale e fui accettato per il battesimo dai testimoni di Geova. Nel frattempo ho sposato una brava donna cristiana, e siamo veramente felici e contenti nella meravigliosa disposizione coniugale di Geova. Inoltre, sono servitore di ministero in una congregazione dei testimoni di Geova. Ma ciò che mi reca particolarmente piacere è che ora ho la coscienza pura, e so di condurre una vita approvata dall’Onnipotente Dio. – Torre di Guardia dell’1/2/75, pag. 71-72

Numerose esperienze di gay convertiti ai testimoni di Geova

• “ERO OMOSESSUALE dall’età di 13 anni. In realtà non mi piaceva vivere; ero molto infelice e non volevo che si sapesse della mia vita. Volevo cambiare e sapevo che alcuni miei familiari erano testimoni di Geova. Sapevo che da qualche parte c’era una vita migliore. L’anno scorso avevo sentito alla televisione che ci sarebbe stata un’assemblea a Buffalo e decisi di venirci. […] Cominciai lo studio e abbandonai la vita immorale di prima per condurre una vita pura. Questo mi ha portato a dedicare la mia vita al servizio di Geova”. – Svegliatevi! dell’8/4/77, pag. 21

• “COME SONO grato a Dio perché ora sono diverso, perché ora vivo in un modo diverso e perché ora mi sento pulito e libero e fermamente orientato su valori duraturi! Sono stato liberato dalle tenebre per camminare nella meravigliosa luce di Dio. […]

Sono stato un omosessuale. Come ho potuto vivere così? Forse la situazione familiare: una famiglia con otto figli e un padre morto troppo presto. L’ambiente in cui vivevo, gli amici frequentati, questa società marcia nel suo insieme: tutto aveva inciso su di me. Così, fin dai primi anni della mia fanciullezza iniziai a compiere atti di condotta innaturale. […] Alcuni dicono che gli omosessuali sono degli anormali per nascita. Ma no, non è così! Posso assicurarvelo! È tutto un ambiente, un modo di pensare che penetra nella persona fin da giovane e la cambia profondamente, così profondamente che si pervertono, senza che essa se ne renda conto, sentimenti e pensieri. Arriva quindi a pensare in modo diverso e poi diviene ciò che pensa ed è diversa. Ma è un processo lento, non naturale, angoscioso, determinato dall’azione esterna su se stessi e sulla propria mente soprattutto, e non da un difetto genetico. […]

Già da ragazzo la mia famiglia aveva studiato con i Testimoni di Geova la Sacra Bibbia. Ma poi, essendo il mio cuore simile, almeno a quel tempo, a “luoghi rocciosi” (Matt. 13:20, 21), presto cessai di interessarmene. Passarono diversi anni. Infine ripresi lo studio, frequentando contemporaneamente le adunanze. Le delusioni della vita avevano inciso su di me facendomi ora prendere seriamente in considerazione le verità bibliche. Dovetti intraprendere una lotta serrata per cambiare la mia vita e convertirla alle cose buone. Ricordo che una sera, quando ormai le verità bibliche conosciute dieci anni prima incominciavano a operare in me, mi trovai di notte solo sulla terrazza di casa mia. Cominciai a meditare e riflettere pensando a Dio e piansi. Quel pianto mi fece bene, mi scese al cuore. Presi la determinazione di andare avanti nel cambiamento della mia condotta. Troncai quindi ogni legame con un passato burrascoso […]

Studiai per circa nove mesi la Parola di Dio e infine, nell’agosto del 1976, dedicai la mia vita a Geova Dio simboleggiandolo col battesimo, presentandomi come una nuova persona. Sì, sono davvero nuovo, e ora che la Parola di Dio ha potentemente operato in me trasformandomi, benché provi angoscia pensando al mio passato irripetibile, trovo anche nuovo coraggio nel confrontare la mia vita passata a quella attuale purificata, la mia disperazione ormai passata alla mia attuale vita quieta e felice con belle prospettive future.

Se mai qualche lettore avesse avuto la mia triste esperienza, a lui un particolare, forte incitamento: Coraggio! Si può cambiare. La Parola vivente di Geova Dio dice: “Né uomini che giacciono con uomini . . . erediteranno il regno di Dio. E questo ERAVATE alcuni di voi. Ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati dichiarati giusti nel nome del nostro Signore Gesù Cristo e con lo spirito del nostro Dio”. (1 Cor. 6:9-11) Non è questo passo biblico una potente espressione di vittoria sulle cose basse che avviliscono l’umanità? – Svegliatevi! dell’8/1/78, pag. 25-27

• “HO SEMPRE gradito la compagnia di persone dell’altro sesso, e da adolescente ho avuto anch’io le mie ragazze. Nondimeno, anche da giovane mi sentivo attratto verso persone del mio sesso. […]

Conobbi l’uomo con cui sarei vissuto nei successivi dieci anni. Sin dall’inizio il mio nuovo partner ed io andammo veramente d’accordo. Gli volevo molto bene e cominciammo a metter su casa insieme pressappoco come farebbe una normale coppia di sposi. Consideravamo la nostra relazione come qualcosa di piuttosto unico e speciale. Nessuno dei due ci trovava qualcosa di bizzarro o di strano. Eravamo una coppia molto felice. Il legame che ci univa era intenso, profondo e amorevole. Infatti, pensavamo che l’amore che univa noi due fosse più profondo di quello che osservavamo in molte relazioni eterosessuali. Sebbene avessimo molte occasioni di andare con altri, e non mancassero gli allettamenti, fummo sempre fedeli l’uno all’altro. Quei dieci anni che lui ed io passammo insieme furono fra i più felici della mia vita fino a quel tempo.

Un giorno mi capitò fra le mani una pubblicazione della Watch Tower. Non appena cominciai a leggerla, sin dalla primissima frase, nella mia mente non ci fu alcun dubbio che quella era la verità. Non riuscivo a trovare nulla da ridire in quello che leggevo. Non avevo obiezioni. Non avevo mai studiato la Bibbia, ma questo aveva l’accento della verità e ricordo di aver pensato: “Questa dev’essere la verità!” Ai miei occhi si presentarono delle alternative di cui non avevo mai conosciuto l’esistenza. Venuto a conoscenza della speranza che la Bibbia offre all’umanità, vidi tutto sotto una luce interamente diversa. Avevo molto tempo libero per riflettere. […]

Non mi ci volle molto per riconoscere che ero giunto a un bivio. Man mano che il mio apprezzamento per la verità biblica si approfondiva con lo studio, mi rendevo conto di dover cambiare vita, ma ci sarei riuscito? A questo punto sapevo tutto ciò che la Bibbia dice dell’omosessualità. Sebbene prima non mi fosse mai capitato di leggere le sue dichiarazioni, sentii istintivamente che quello che diceva era giusto. Certo non conducevo una vita naturale. Ma avevo bisogno di un motivo molto forte per voler trasformare la mia vita. Il mio crescente amore per Geova Dio fu ciò che mi spinse a cambiare. […]

“Ora ho rispetto di me stesso… e una buona relazione con Dio”

Avrete sentito dire, come l’ho sentito io: “Gli omosessuali non cambiano”. Ma non fu così per me. Smisi, una volta per tutte. Ciò nonostante devo ancora fare dei cambiamenti nel mio modo di vivere. Com’è rassicurante ricordare che Geova capisce tutti i miei problemi! Mi sono reso conto che lui solo conosce le circostanze individuali e le vicende di ognuno e tiene conto dei danni causati dall’ambiente e in altri modi mentre amorevolmente ci guida mediante il suo spirito santo.[…]

Ho riscontrato che, se ci sforziamo di vincere la nostra debolezza, Geova ci rafforza. Sarebbe errato aspettarci un rimedio istantaneo. Ma con lo spirito di Geova che aiuta a esercitare padronanza, ho imparato che è possibile procedere nella via della verità e manifestare perseveranza cristiana […] Sono veramente grato delle amorevoli opportunità e dei consigli che Geova mi ha dato mediante la sua Parola, il suo spirito e la sua congregazione cristiana. È mio sincero desiderio conformarmi alla personalità cristiana, da cui dipende la vita, e vivere per recare sempre più lode al suo nome. — Svegliatevi! 8/11/80 pag. 17-20.

• “MIA SORELLA, una testimone di Geova, mi mostrò dei versetti biblici che condannano le pratiche omosessuali, ma io risposi semplicemente che non credevo nella Bibbia. Mi diede alcune riviste da leggere, fra cui una copia di Svegliatevi! contenente la storia di un uomo che si era trovato in una situazione simile (8 novembre 1980). Ed egli era riuscito a smettere le pratiche omosessuali. Presi a cuore la cosa, cominciai a esaminare la Bibbia e imparai quanto è efficace la preghiera. Col tempo accettai di fare uno studio biblico a domicilio e riuscii a smettere le pratiche omosessuali. Ora sono un servitore di Geova dedicato. Grazie a Svegliatevi! e all’ulteriore aiuto che ho ricevuto. – Svegliatevi! del 22/5/85 pag. 28.

• “PROVO SENTIMENTI omosessuali che sono contrari a ciò che Geova approva. Ho consultato parecchi specialisti, cosiddetti cristiani e non, i quali non riescono a capire perché non mi abbandono ai miei desideri. È semplice: amo Geova. È molto difficile resistere a questi desideri — a volte sembra quasi impossibile — ma ci si può riuscire. La domanda che mi sono dovuto porre era: “Chi amo di più: Geova o me stesso?” Ho scelto Geova. (Matteo 22:37) Ora, avendo mantenuto il mio amore e la mia lealtà verso Geova, sono più felice che quando amavo di più me stesso. Il mio messaggio per chi combatte questi sentimenti è: Se amate Dio come asserite, imparerete a confidare nel suo amore e nella sua forza e non nel vostro amore per i piaceri. – Svegliatevi! del 22/7/86, pag. 28.

• “HO TENDENZE omosessuali. Ero solito pensare che ‘o si è così o non lo si è’. Ma circa cinque anni fa cominciai a studiare la Bibbia con i testimoni di Geova. Dapprima non rivelai il mio problema. Ma infine parlai con due anziani cristiani ed essi mi aiutarono a diventare idoneo per il battesimo. […] Con l’aiuto di Geova e l’edificante istruzione impartita dalla sua organizzazione sarò in grado di perseverare. – Svegliatevi! dell’8/11/89, pag. 30.

• “DA ADOLESCENTE partecipai volontariamente a orge omosessuali, e a dir la verità quel genere di vita mi piaceva […] Volevo piacere a Dio e appresi dalla Bibbia che egli disapprovava il mio modo di vivere”, dice Eugenio. “Così decisi di diventare un altro, di vivere secondo le norme di Dio. Ogni giorno dovevo lottare contro pensieri negativi, osceni, che continuavano ad affacciarsi alla mia mente. Ero deciso a vincere questa battaglia e pregavo incessantemente Dio perché mi aiutasse. Dopo due anni il peggio era passato, anche se devo ancora essere severo con me stesso. Ma valeva la pena di lottare. Ora ho rispetto di me stesso, sono felicemente sposato e, quel che più conta, ho una buona relazione con Dio. So per esperienza personale che i cattivi pensieri, se ci si sforza davvero, possono essere scacciati prima che portino frutto”. – Torre di Guardia del 1/2/93, pag. 6

• “PROVO SENTIMENTI omosessuali sin dalla pubertà. Sono stato educato come cristiano, per cui questi sentimenti mi turbavano veramente. Il senso di vergogna e di confusione era tale che non ero mai riuscito a confidarmi con qualcuno, neppure con i miei genitori. Ora sono sposato con una bella donna, ma di tanto in tanto questi desideri errati riaffiorano. Infine ho confidato a mia moglie il mio segreto e lei mi ha incoraggiato a parlarne con gli anziani della congregazione, che sono stati molto comprensivi e soccorrevoli. Se c’è qualcosa che posso dire a chi lotta contro sentimenti del genere è questo: Non teneteveli per voi. Parlatene con il vostro coniuge, i vostri genitori, un anziano o un amico fidato, ma non teneteveli dentro. – Svegliatevi! dell’8/12/95, pag. 30.

• “DA RAGAZZINO, mentre ero in collegio, fui coinvolto in pratiche omosessuali, anche se non avevo mai pensato di essere un omosessuale. I miei genitori avevano divorziato e io desideravo tanto l’affetto che non avevo mai ricevuto. Terminate le scuole adempii gli obblighi di leva. Nella camerata accanto alla mia c’era un gruppo di omosessuali. Invidiavo il loro modo di vivere, così cominciai a frequentarli. Dopo un anno mi consideravo un omosessuale. ‘Sono fatto così’, ragionavo, ‘e non posso farci niente’. […] Nel mio intimo capivo che questo tipo di relazione era innaturale e non aveva nessun futuro.

“Un giorno passai davanti a una Sala del Regno dei Testimoni di Geova mentre era in corso un’adunanza. Entrai e ascoltai il discorso, che parlava di future condizioni paradisiache. Dopo l’adunanza conobbi alcuni Testimoni e fui invitato all’assemblea. Vi andai e fu una rivelazione per me vedere famiglie felici che adoravano Dio insieme. Cominciai a studiare la Bibbia con i Testimoni. Pur a fatica cominciai a mettere in pratica quello che imparavo dalla Bibbia. Riuscii a liberarmi di tutte le pratiche impure. Dopo 14 mesi di studio dedicai la mia vita a Geova e mi battezzai. Per la prima volta nella vita avevo veri amici. Ho aiutato altri a conoscere la verità della Bibbia e ora servo come servitore di ministero nella congregazione cristiana. Geova mi ha veramente benedetto”. – Torre di Guardia dell’1/6/02, pag. 12.

• “NATHAN, CHE in passato era un omosessuale, ha detto: “Pensavo che non ce l’avrei mai fatta a smettere”. Invece con l’aiuto dello “spirito del nostro Dio” è riuscito a cambiare. (1 Corinti 6:11) Come ha riscontrato Nathan, nessun problema è troppo grande per Geova, che può darci la forza e l’aiuto di cui abbiamo bisogno per conformarci alle sue norme e ricevere le sue benedizioni. — Svegliatevi! dell’8/4/05 pag. 27.

In che senso, ed entro quali limiti, questi testimoni di Geova sarebbero ‘cambiati’ rispetto alla loro precedente esistenza e al loro orientamento omosessuali? Si tratta di una domanda alla quale solo i diretti interessati potrebbero fornire una risposta esauriente, e sarebbe comunque una risposta implicita, legata ai moti interiori, alla scoperta della fede e a una sensibilità in ogni caso ardua a esprimersi a parole. Rimane una certezza: indipendentemente dalla propria natura, si può senz’altro condurre un’esistenza gradita a Dio ed essere abbondantemente ripagati dalla sua approvazione e dalla sua pace.

4. La letteratura dei testimoni di Geova presenta l’AIDS (e altre malattie trasmesse per via sessuale) come un “castigo divino contro i gay”?

Pandemie sessuali: non sono un ‘castigo divino’.

La realtà dei fatti è parecchio distante da questa ‘glossa’ sommaria che pare tratta da una epitome medievale. Le seguenti citazioni fanno luce sulla verità.

Vuol dire questo, come hanno asserito alcuni, che sia Dio a mandare il morbo dell’AIDS agli omosessuali? No, la Bibbia non lo dice. Piuttosto essi ‘mietono quello che seminano’. (Galati 6:7) La Parola di Dio enuncia questo principio: “Essi da parte loro hanno agito rovinosamente . . . è il loro proprio difetto”. — Deuteronomio 32:5.

L’AIDS[…] non è una malattia che colpisce solo gli omosessuali; si è diffusa anche tra uomini e donne eterosessuali. Uno dei modi in cui avviene è tramite uomini bisessuali che vengono infettati attraverso contatti sessuali con altri uomini e che poi infettano le donne con cui hanno rapporti. Anche i tossicodipendenti che assumono droga per via endovenosa possono trasmettere ad altri l’AIDS con lo scambio di siringhe e aghi contaminati. Dopo di che possono infettare gli uomini o le donne con cui hanno rapporti sessuali. In molti luoghi, inoltre, un’alta percentuale di prostitute ha l’AIDS ed esse la trasmettono ai clienti.

In Africa l’AIDS è molto diffusa tra gli eterosessuali. Ce l’ha un ugual numero di donne e di uomini. Sebbene in Europa, Stati Uniti e altrove la diffusione dell’AIDS fra eterosessuali non sia così estesa come in Africa, sta aumentando anche in questo gruppo. Quindi sempre più donne e uomini che non sono omosessuali o bisessuali prendono l’AIDS e la trasmettono ad altri. Un articolo diceva: “A New York l’AIDS è ormai la causa di morte numero uno fra le donne dai 25 ai 34 anni”. E purtroppo un gran numero di donne portatrici del virus dell’AIDS — circa il 50 per cento, secondo alcuni — partoriscono bambini affetti dalla malattia. – Svegliatevi! 8/10/88 pag. 10, 11.

Gli omosessuali non sono gli unici a essere promiscui: anche la società in generale ha adottato la moralità del “tutto è lecito”. Di conseguenza Harvey V. Fineberg, preside dell’Istituto di Sanità Pubblica della Harvard University, dice che l’AIDS si sta diffondendo “lentamente eppure inesorabilmente nella comunità eterosessuale”. – Svegliatevi! 22/4/86 pag. 8.

Non abbiamo né detto né sottinteso che l’AIDS sia il giudizio di Dio contro gli omosessuali. Le malattie fanno parte del peccato e dell’imperfezione che tutti abbiamo ereditato da Adamo. (Romani 5:12) […] Certe azioni hanno certe inevitabili conseguenze. Il fumatore di tabacco si espone a un rischio maggiore di contrarre il cancro del polmone. Chi abusa dell’alcool corre un rischio maggiore di ammalarsi di fegato. Il ghiottone si espone ai pericoli legati all’obesità. Non siamo stati noi a vedere un nesso fra l’omosessualità e l’AIDS, ma è un fatto stabilito dalla scienza medica. Pur non essendo espressioni del giudizio di Dio, le conseguenze specifiche sono legate a violazioni delle leggi di Dio. In Galati 6:7 è detto: “Non siate sviati: Dio non è da beffeggiare. Poiché qualunque cosa l’uomo semini, questa pure mieterà”. — Svegliatevi! 22/9/86 pag. 28.

Nelle pubblicazioni della WTS, pertanto, qualunque comportamento difforme dalle norme bibliche, essendo seguito dal biasimo divino, è considerato soggetto per natura alla raccolta di cattivi frutti, che non sono però ‘strali’ punitivi dal Regno dei Cieli, ma il banale risultato delle proprie azioni.

5. Gli omosessuali membri della comunità dei testimoni di Geova sono sottoposti ad ‘ostracismo sociale’?

Abbiamo a che fare con una asserzione maldestra nel migliore dei casi, ingannevole nel peggiore, perché riduce ad un caso particolare una presa di posizione molto più ampia e che nulla ha a che vedere con l’omofobia. È noto infatti che i membri di questo gruppo, applicando coerentemente i comandi scritturali, limitano drasticamente i contatti con tutti gli ex-confratelli, risultando del tutto irrilevante la motivazione specifica che aveva portato alla loro espulsione (o auto-espulsione). Non esiste, cioè, alcuna avversione indirizzata ‘ad personam’ ai gay intesi come gruppo piuttosto che come singoli individui; l’omosessualità non è che uno stile di vita antiscritturale come altri, e chi lo pratica impunemente è considerato alla stessa stregua di chi si lascia andare ad avventure adulterine, al tabagismo o all’apostasia. Il seguente dialogo immaginario tratto da un articolo del 2009, destinato ai giovani lettori, può renderne l’idea:

– Cosa pensi degli omosessuali?

– Io non odio gli omosessuali, ma non approvo la loro scelta di vita.

Non ti sembra di fare delle discriminazioni?

– No, perché sono contrario a qualunque forma di immoralità, che si tratti di omosessualità o altro. – Articolo della serie “I giovani chiedono” di Svegliatevi! 07/2009 pag. 25.

Mentre i testimoni di Geova sanzionano allo stesso modo tutti i trasgressori impenitenti della legge divina, senza distinzioni specifiche, è appena il caso di rilevare come, dal punto di vista dell’applicazione della pena, le diverse confessioni della cristianità (Chiesa Cattolica in testa) sembrano aver proclamato una vera e propria guerra personale contro i gay. Già il Concilio Ecumenico Lateranense III, tenutosi nel 1179, stabiliva che l’omosessuale laico venisse “scomunicato e rigorosamente tenuto lontano dalla comunità del fedeli””, [NOTA 47] ma anche il diritto moderno non scherza: fino a pochi anni fa il ‘reato di sodomia’ era punito, per il laici, “con la pena dell’infamia “ipso facto” e con altre sanzioni da infliggersi a prudente giudizio del vescovo”; i sacerdoti implicati dovevano essere “sospesi, dichiarandoli infami, da ogni ufficio, beneficio, dignità, […] privati dell’eventuale stipendio e, nei casi più gravi […] deposti”. [NOTA 48]

Insomma, viene spontaneo invocare il proverbiale ‘pulpito’ da cui arriva la ‘predica’. Ad ogni modo, per una trattazione esauriente della pratica della disassociazione dei testimoni di Geova, delle sue origini scritturali e della sua portata, si faccia riferimento al seguente link: I Testimoni di Geova e la disassociazione.

Ora che tutte le diverse critiche in materia di posizione dei testimoni di Geova sulla questione omosessuale sono state prese in esame e smontate una per una, non resta che riepilogare le conclusioni e tirarne le somme.


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Note in calce

[NOTA 34] In questa citazione, grassetto e corsivo sono riprodotti come nella fonte originale.

[NOTA 35] Commentando questa serie di articoli, un lettore gay ha scritto una lettera di elogio ai redattori, che diceva fra l’altro: “Devo esprimervi la mia gratitudine per le istruttive informazioni e l’incoraggiamento contenuti nell’articolo “Omosessualità: Perché no?” (8 luglio 1989). Non era un attacco all’individuo ma al modo di fare dell’individuo”. (Svegliatevi! dell’8/11/89, pag. 30).

[NOTA 36] In questa citazione, grassetto e corsivo sono riprodotti come nella fonte originale.

[NOTA 37] Documento “Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali”, Congregazione per la dottrina della fede, 24 luglio 1992.

[NOTA 38] Lettera inviata ai deputati dell’Assemblea Nazionale il 25 marzo 2006.

[NOTA 39] Edizione on-line del Corriere della Sera, “Vaticano: «No alla depenalizzazione dell’omosessualità da parte dell’Onu»”, 3 gennaio 2008

[NOTA 40] Dal sito Internet Tradizione, Cattolicesimo e Politica, articolo “Cardinal Bergoglio vs politica e nozze gay” del 29/11/2009.

[NOTA 41] In maiuscolo nel testo.

[NOTA 42] Questa disponibilità a capire un orientamento sessuale innato, per quanto deviante, limitandone la condanna alla sola attuazione pratica, è del tutto compatibile con una giusta interpretazione del testo sacro. A proposito di Romani 1:18-32, uno studioso afferma: “non è in causa l’omosessualità in quanto stato psicologico. Sono unicamente gli atti di carattere omosessuale e i desideri all’origine di questi ultimi ad essere condannati, Come per ogni comportamento morale, la distinzione tra la persona e i suoi atti è qui essenziale. L’omosessualità è una realtà psicologica che può tradursi in certi comportamenti affettivi o sessuali. Una realtà psicologica che non passa all’atto non si espone al giudizio morale” (Himbaza – Schenker – Edart, L’omosessualità nella Bibbia, trad. M.Zappella, San Paolo 2007, pag. 84)

[NOTA 43] La pronuncia in materia della Chiesa Cattolica è similare. Si impone il principio di “un rinnegamento di sé attuato nell’abbandono alla volontà del Padre […] accettando il sacrifico fruttuoso della croce”. “Le persone omosessuali sono chiamate come gli altri cristiani a vivere la castità”, con l’obbligo conseguente di desistere da ogni “relazione omosessuale” (documento “Lettera ai vescovi sulla Cura pastorale delle persone omosessuali per la dottrina della fede”, Congregazione per la dottrina della fede, 1 ottobre 1986).

[NOTA 44] Dal sito www.willypasini.it, articolo “Il fenomeno dell’omosessualità” del 20-10-2003. Willy Pasini, medico psichiatra e docente universitario di psicologia e psichiatria. Sebbene l’omosessualità sia stata derubricata dal DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, redatto dall’Associazione Psichiatrica Americana) e da altre elencazioni accreditate di disturbi mentali, sono molti i moderni studiosi della psiche noti per il proprio appoggio – in vario grado – al modello patologico dell’omosessualità; fra tutti meritano una menzione almeno C.Socarides, fondatore del NARTH (un centro che si propone la ricerca di ‘terapie riparative’ per i gay), B.Kaufman, V.Volkan, J.Satinover, J.Aronson, I.Bieber, P.Mayerson, G.A.Rekers, G.van Der Aardweg e J.Nicolosi. Quest’ultimo, a proposito delle possibili radici genetiche dell’omosessualità, afferma per esempio: “nessuno studio lo ha dimostrato e ha offerto un simile riscontro. Sono molto più evidenti le cause familiari e ambientali, specialmente quella che noi chiamiamo la “classica relazione triadica” costituita per il ragazzo da un padre distante, distaccato e critico, da una madre iper-coinvolta, intrusiva e talvolta dominante e da un ragazzo costituzionalmente sensibile, introspettivo e raffinato che è esposto ad un rischio maggiore di sentirsi carente nell’identità sessuale. Noi vediamo questo schema continuamente.” (www.narth.com, articolo “Omosessualità & normalità: Colloquio con Joseph Nicolosi” del novembre 2004)

[NOTA 45] www.ilmessaggero.it, articolo “L’omosessualità non è una malattia ma non tutti gli psicologi lo sanno” del 04/04/2011.

[NOTA 46] Enciclopedia libera on-line Wikipedia, lemma “Omosessualità e cattolicesimo”, paragrafo “Gruppi trasformazionali”

[NOTA 47] Conciliorum oecumenicorum collectio, vol. XXII, coll. 224 ss..

[NOTA 48] Codice di Diritto Canonico, 2359, § 2; pubblicato da Benedetto XV nel 1917, è rimasto in vigore fino al 1983.