CRISTIANESIMO E OMOSESSUALITÀ:

I testimoni di Geova sono omofobi?

INTRODUZIONE

INDICE:


INTRODUZIONE

L’OMOSESSUALITÀ NELLA BIBBIA

BIBBIA E RELAZIONI GAY: UNO SGUARDO ALLE RELIGIONI MAGGIORI

L’OMOSESSUALITÀ NELLE PUBBLICAZIONI DEI TESTIMONI DI GEOVA

1. I commenti della Watch Tower tradiscono derive omofobe?


2. La natura omosessuale è stigmatizzata in sé?


3. Le pubblicazioni dei testimoni di Geova descrivono l’omosessualità come una malattia?


4. La letteratura dei testimoni di Geova presenta l’AIDS (e altre malattie trasmesse per via sessuale) come un “castigo divino contro i gay”?


5. Gli omosessuali membri della comunità dei testimoni di Geova sono sottoposti ad ‘ostracismo sociale’?


GLI APOSTATI E LA FOBIA DEL ‘DIVERSO’

APPENDICE: L’OMOFOBIA NELLE DICHIARAZIONI DEL CLERO CATTOLICO

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INTRODUZIONE


L’omofobia [NOTA 1] è un atteggiamento di avversione nei riguardi degli omosessuali in genere, ivi comprendendo gay, transessuali, lesbiche e bisessuali maschi e femmine. Tale avversione si palesa essenzialmente in due forme: quella della ‘paura’ di un fenomeno percepito come differente rispetto ad un orientamento maggioritario (l’eterosessualità), e quella dell’odio. Entrambe le accezioni sono a loro volta graduabili in un’ampia gamma di manifestazioni di diversa natura e intensità: la paura può variare dalla semplice diffidenza alla vera e propria ripugnanza, l’odio può rimanere allo stato di forma mentis, e quindi virtualmente non emergere mai nell’arco di una intera vita, o piuttosto riflettersi in una molteplicità di reazioni improntate alla discriminazione o all’aperta persecuzione. Sotto questo capitolo vanno iscritti i tristissimi episodi, che purtroppo continuano a verificarsi anche nei paesi civilizzati come l’Italia, di gay fatti oggetto di denigrazioni, sassaiole, tentativi di linciaggio e altre espressioni d’intolleranza, assolutamente e ovviamente inaccettabili da qualsiasi punto di vista le si voglia considerare. [NOTA 2]

Omofobia e testimoni di Geova: un’accusa credibile?

Nel prendere atto di questa definizione di omofobia, compendiale ma realistica, si può rimanere soltanto sorpresi che tale ‘marchio’ sia stato a volte attribuito alla religione dei testimoni di Geova. E nemmeno è – a onor del vero – fra le accuse più frequenti, probabilmente per il suo risultare a tal punto stridente con il carattere mansueto dei fedeli di questa religione, da apparire agli stessi oppositori come scarsamente efficace. Per quanto contrari ai comportamenti omosessuali per le ragioni che saranno chiare sin dalla lettura del prossimo capitolo (L’OMOSESSUALITÀ NELLA BIBBIA), i testimoni di Geova non intraprendono guerre ideologiche di nessun genere, e, ove mai fosse necessario precisarlo, respingono come inconcepibile anche la semplice idea di passare alle vie di fatto; sono sempre pacifici e tolleranti dello stile di vita altrui, anche quando non condiviso, limitandosi ad opporre, con l’arma dell’esortazione scritturale, la coerente applicazione dei principi morali in cui credono. Essi si fanno guidare dal pensiero espresso da S. Paolo nella sua seconda epistola a Timoteo: “Lo schiavo del Signore non ha bisogno di contendere, ma di essere gentile verso tutti, qualificato per insegnare, mantenendosi a freno nel male, istruendo con mitezza quelli che non sono favorevolmente disposti” (2 Timoteo 2:23-25). Insomma, un approccio rispettoso e alieno da ostilità, al quale le rivendicazioni omosessuali non fanno in alcun modo eccezione.

Eppure c’è chi è di diverso avviso. Due comunità virtuali gay, ad esempio, definiscono i testimoni di Geova rispettivamente ‘una setta integralista’ e ‘una congrega religiosa a carattere omofobico’, con una perentorietà che peraltro – paradossalmente – emana da sé stessa inquietanti sentori di pregiudizio. Gli ex-tdG dissidenti hanno talvolta cavalcato tali incursioni, sia pur timidamente (i predetti, innegabili rilievi suggeriscono prudenza), nella speranza di trovare un altro appiglio, di facile presa popolare in tempi di political correctness, alle loro campagne diffamatorie (“proviamo anche con l’omofobia, non si sa mai”). Questa accusa trova riscontri nelle pubblicazioni dell’Organizzazione? Qual è la posizione dei testimoni di Geova al riguardo, e quali le motivazioni? Si può onestamente affermare che vi sia traccia di omofobia nel credo, nella letteratura, negli atteggiamenti dei testimoni di Geova?

Per una visione sufficientemente ampia del problema è innanzitutto doveroso esaminare ciò che la Parola di Dio ha da dire al riguardo.


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Note in calce

[NOTA 1] In questo articolo, ove non diversamente specificato, la versione della Bibbia utilizzata è la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, edita dai testimoni di Geova. In tutte le citazioni del testo principale e delle note in calce l’uso del grassetto, del corsivo e del sottolineato, salvo diversa indicazione, è degli autori del presente articolo e assente nelle fonti originali. La Torre di Guardia, Svegliatevi!, I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio e Ragioniamo facendo uso delle Scritture sono editi dalla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania e, in Italia, dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.

[NOTA 2] Fatto rimarchevole, la Società ha espresso ripetutamente il proprio rincrescimento per la persecuzione degli omosessuali sotto il regime nazista (ad esempio: Svegliatevi! 8/5/2001 pag. 12; Svegliatevi! 07/09/2009 pag. 12; Torre di Guardia del 15/10/1980 pag. 8; Torre di Guardia 15/02/2006 pag. 32; Svegliatevi! 8/4/89 12-14) Nella Svegliatevi! dell’8/5/1993 a pag. 4 è riportato questo commento: ”Milioni di persone — ebrei, slavi, zingari, omosessuali e altri — sono state uccise, vittime della Germania nazista, solo a motivo di ciò che erano. Non avevano scampo, non avevano scelta. Sotto quel regime malvagio, la loro morte era inevitabile”. E nella Svegliatevi! dell’8/11/1993, a pag. 16, si può leggere: “Lo United States Holocaust Memorial Museum, un museo di Washington dedicato all’Olocausto che è stato inaugurato il 22 aprile 1993, documenta in modo austero e sobrio l’uso distorto che demagoghi senza morale hanno fatto della tecnologia creando un’indicibile macchina di morte. La mente vacilla di fronte al numero delle vittime inermi massacrate dalla tirannide nazista: circa sei milioni di ebrei e milioni di altre persone, tra cui polacchi, slavi, testimoni di Geova, zingari, omosessuali e disabili”.